Da grande voglio fare la ballerina di lap dance.

Nonostante la mia statura non propriamente generosa, sento di avere i numeri.
Quello dell'ospedale, di sicuro.
Fra un po' lascerò Roma, in un modo che potrebbe suonare quasi definitivo. Ma non lo sarà: è una promessa che mi sono fatta.
Il giorno che cercavo da sette anni sul calendario sta per essere svelato. Ci ho messo un po', ma sto per laurearmi. La tesi? Per pudore, dico solo che è uno studio sull'ufficio stampa nella piccola e media editoria. Dico per pudore perchè sembra un argomento noioso. Non lo è. è tutta apparenza.
è strano che la parte più travagliata del lavoro siano stati proprio i ringraziamenti, ma si sa che quando si tirano le somme i totali sono sempre, bene o male, sorprendenti.
Nel mezzo non ci siamo fatti mancare niente: gli occhi azzurri di Paolo Giordano che parla de La solitudine dei numeri primi, L'incredibile Hulk (per me, davvero bello e divertente, grazie al bravissimo Edward Norton). Esplosione di vita su Facebook. Dubbi su dove quando e perchè cercare lavoro. Cucina, tanta cucina leggera ed estiva. E voglia di viaggiare e andare via.
Se non si è capito, ho visto Il Divo. Memore della lezione di Lorenzo, ho lasciato che fossero le immagini a suggestionarmi. Poi io sono una persona da cosa più che da come, e quindi mi sono lasciata sorprendere dal fatto che le battute più belle del film le abbia scritte davvero Andreotti. Un uomo ironico, rabbioso nel dimostrare la sua cultura, nel voler essere meglio degli altri. Un uomo che sa stare al mondo. Assolutamente vero. Non è apologia, è solo realismo. Che poi sia un uomo con tanti scheletri nell'armadio da poter essere condannato per genocidio, non ci piove. Tuttavia, Il Divo è spettacolare. L'Italia e le sue magagne sono spettacolari. Ebbene, mi è piaciuto più di Gomorra. Lo andrei a rivedere di corsa, Il Divo. Gomorra mi ha impressionato, ma ero già anestetizzata dal libro e dalla sequela di polemiche pro e contro Saviano che, francamente, vedere iniziare un bambino agli istituti della camorra non mi ha affatto impressionato. Ma, si sa, i cuori s'induriscono. La mia scena preferita: la doppia visione di due passaggi delle Vele: uno in cui si spaccia, uno in cui si applaude una sposa. Siamo davvero un paese paradossale.
La "Nera" di Dino Buzzati, volume uno "Crimini e Misfatti", è una raccolta di articoli del mio scrittore italiano preferito. Racconta un paese tra il dopoguerra e i primi anni Settanta, rivelando che mostri, delitti passionali e perversioni sessuali sono gramigna nell'animo umano. Inestirpabile e inestricabile dalla natura umana. Buzzati indaga le possibilità della lingua e della realtà, raccontando i fatti dal suo punto di vista, fantastico e meno fantastico, molto più moralista di quanto oggi sia immaginabile. Buzzati, su un quotidiano contemporaneo, non potrebbe scrivere. Chi gli avallerebbe tutti i dubbi moralistici e fantastici? Chi gli farebbe passare la quasi totale non descrizione dei fatti nei suoi articoli? Eppure, la lettura dei suoi pezzi è quanto di più godibile la cronaca giornalistica abbia mai offerto ai lettori. Imperdibile.
Mi sto cimentando, Ceccamea. Lei è suggestivo. La sua ironia mi strappa risate dal cuore della notte. Parlare con Onofri, a quanto pare, è molto stimolante, per la lingua scritta e per l'ironia. Mi chiedo come mai lei abbia problemi con le donne. Si sa, le donne amano ridere e lei potrebbe tenerne sveglia una fino alla sua morte, di lei, non sua, Ceccamea. Silenzi Vietati è uno dei libri più divertenti che mi sono capitati tra le mani, che quasi non mi vien voglia di finirlo. è liscio come l'olio solare sulla pelle il 15 di agosto. è profumato come il prezzemolo appena tagliato. Divertente come il solletico sotto le ascelle (e anche un pochino fastidioso). Devo dire che, parlandone, non riesco a rendere giustizia ad una delle letture più divertenti di sempre. Quindi, umilmente, mi congedo e torno ai miei dubbi (che tanto non si risolvono e, perciò, ho deciso che, se vogliono, saranno loro a decidere per me) e alla lettura della sua opera che, in questi pomeriggi di pre-estate, mi rendono indolente eppure sitibonda.
Lei lo sa che vuol dire sitibonda?
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SwingingLit alle ore 11:33 |
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