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North is the new South
Utente: SwingingLit
"Io non leggo mai i libri prima di recensirli per non farmi influenzare." Un recensore


Sono una che ha un sacco di cose da dire. Forse troppe.


"Scusa la casa ordinata, cara, ma non ci sono molte donne che vengono a metterla in disordine."
Lo Specchio Scuro, Robert Siodmak


"Chi scrive libri lo fa soltanto perchè non trova la forza di non farlo."
KarL Krauss
Parliamone...

Lui:"Tu non mi vuoi bene"
Lei:"Io ti amo."
Lui:"Ah, ecco perché."
kaplan.splinder.com

Dicono di lei

"Ogni tanto ha sempre ragione".
Michele Foschini, traduttore

"Se avessi saputo che si occupava di letteratura non avrei fatto il regista."
Stanley Kubrick, Special Content nel dvd Shinings,febbraio 1980

"Se fosse stata il mio agente stampa, chissà dove sarei ora."
Fedor Michajlovic Dostoevskij, New Siberia, prima di morire

"Sono stato frainteso. Mi hanno messo sul rogo. Se avessi avuto lei come ufficio stampa, tutto questo non sarebbe successo."
Giordano Bruno, L'Eco del Martire

"C...o,è un tipino travolgente" L'uragano Katrina

"Se fosse il mio agente non mi occorrerebbe essere un genio." Henrik

"She can handle big news and little news. And if there's no news, she'll go out and bite a dog."
Direttore Risorse Umane anonimo

"è il faro della femminilità." Il lettore di Telpress

Posta anche tu con un commento una frase da inserire nel "Dicono di lei".
"Lei" vi sarà infinitamente grata!
Google

Hanno lasciato il segno

unpoapolide in Aspettavo l'ispirazi...

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ci sono *loading* tracce di voi
giovedì, 28 febbraio 2008

Sono il mostro di Loch Ness

Get Fuzzy

In attesa di avere solo il tempo - il tempo - di raccontarvi tutto il resto.
Io credo di essere il mostro di Loch Ness. E di essere vittima della Loch Ness Social Anxiety Creature.

Così.

Perchè l'altro giorno, di ritorno dall'intervista con Amélie Nothomb, ho pensato a tutte le definizioni che mi sono guadagnata come donna, sul campo. Combattendo.
Fidanzata Overqualified.
High Maintenance Girl.
Insalata di Harry ti presento Sally, quella con tutte quelle modifiche alla versione normale.

Bah.
Mi sento un po' mostro di Loch Ness stamattina.
Vado a scrivere.

postato da: SwingingLit alle ore 09:34 | link | commenti (1)
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giovedì, 21 febbraio 2008

Ci vuole pazienza

Ci vuole pazienza perchè sabato ho il mio ultimo esame.
wetdaisy
Ci vuole pazienza perchè non riesco a dormire e non so cosa fare. Io, che il sonno ce l'ho nel DNA.

Ci vuole pazienza per sapere che cosa penso davvero di Sweeney Todd.

Ci vuole pazienza per scrivere quanto è bello Il mattino ha l'oro in bocca.

Ci vuole pazienza quando scopri che esiste una tastiera che si chiama Dvorak ed è più comoda della Qwerty.

Ci vuole pazienza con i tacchi la mattina.

Ci vuole pazienza quando finisci Patrimonio e non sai cossa leggere. Cosa puoi leggere, dopo?

domenica, 17 febbraio 2008

Diritto alla felicità

Nella rivendicazione dei diritti naturali con cui si apre la Dichiarazione di Indipendenza americana del 4 luglio 1776 leggiamo che a tutti gli uomini vanno riconosciuti il diritto «alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità». Il documento stabilisce così che a ciascun individuo va garantita la possibilità di costruirsi la sua strada verso la felicità, mentre le istituzioni pubbliche si assumono il compito di tutelare la vita, la libertà e la sicurezza. Viene dunque recepito il catalogo dei diritti di matrice giusnaturalistica e ad esso si aggiunge la felicità come fine ultimo che ciascun individuo è chiamato a perseguire liberamente con le sue scelte.”heart

Francesco Merlo, in un lungo articolo in risposta all’attacco del solito Ferrara su Il Foglio, parla di questo e di altri diritti. Parla anche di diritto alle vacanze, e questo mi fa un po’ ridere.
Tuttavia, la lunga riflessione sul doveroso silenzio intorno alla questione dell’aborto terapeutico praticato a Napoli è sobria e fa pensare. Non si può mettere bocca nel gesto generoso di una madre che decide di risparmiare il dovere all’infelicità di un futuro essere umano.

La vita e la felicità, lo sviluppo delle stesse nell’essere umano. Lo spirito di questo tempo sembra molto impegnato intorno a questa riflessione. Ho già parlato di Away from her e di Non è mai troppo tardi, due riflessioni diverse e pure figlie delle stesse paure – quella della malattia, e della morte. Leggo sul Corriere di giovedì 14 febbraio che è uscito un nuovo libro di Susanna Tamaro. Si scrive che, con questo romanzo, Luisito, la Tamaro sembra entrata nella sua maturità letteraria. Luisito è il pappagallo che Anselma, la protagonista del romanzo, trova in un giorno di vagabondaggio per la sua città. La maestra Anselma vive oggi una vita di vecchiaia e solitudine, si ritrova a riflettere sugli errori di un matrimonio ipocrita e dell’importanza dell’amicizia con Luisita (da cui il nome del pappagallo), persa per favorire il suo rapporto con Giancarlo. Grazie al pappagallo Luisito, Anselma ritrova la voglia di vivere che il mondo aveva cercato di farle dimenticare e torna a ricordare.
Che altro è questo, se non una corsa alla conquista del diritto alla felicità?

La vecchiaia non ha mai spaventato la Tamaro che già in Va’ dove ti porta il cuore lasciava ad una donna anziana l’arduo compito di indirizzare la giovane nipote nella comprensione del suo destino e della sua fragile psiche. È come se, dopo aver cercato di divinare in ogni modo il futuro, parlando di giovani e precariato (almeno per un magro periodo); o seguendo pedissequamente gli eroi, i loro cambiamenti e le conquiste emotive, le persone che lavorano per costruire la cultura avessero deciso di tentare la comprensione del presente parlando dell’ultima stagione della vita. Quella ingrata e difficile, quella che Roth lascia incarnare nella figura di suo padre in Patrimonio. Un padre che ha 86 anni e ne vorrebbe altri 86 per rifare tutto daccapo, per rompere le palle agli altri –hock, hock, hock – dicendo loro quanto la vita può essere migliore se, per esempio aggiungo io, invece di sbattere una porta, l’accompagni dolcemente.

Le donne sembrano essere il sembiante umano più favorevole ad esplorare la memoria di una vita intera. Minimum Fax raccoglie otto voci di donne, nuove e usate, in Tu sei Lei, antologia curata da Giuseppe Genna. M’incuriosisce questo titolo, sapere cosa scrivono oggi otto donne insieme o cosa Genna ha voluto costruire con questo libro. Fra le altre, Carola Susani, autrice di Pecore vive, racconta la storia di una badante rumena e della sua assistita. Si era già sentita, questa storia, la scorsa primavera dalle labbra di Elisabetta Rasy a Massenzio.

Lo spirito del tempo fa il suo dovere.


giovedì, 14 febbraio 2008

Buon San Valentino 2#

Sono quasi le dieci ed è andata. Quasi finita.
Buon San Valentino a tutti! L'ho augurato al fioraio qui a largo Don Orione, alla massaggiatrice, alla mia coinquilina.
Ma questo è stato il San Valentino più prossimo all'idea di coccole che io abbia mai avuto. Nessun uomo mi ha mai fatto sentire così. Senza offesa.
Procediamo con ordine.
Questa mattina mi sono alzata alle ore 8,30, il che significa che ho evitato a me stessa lo stress di una vita da impiegata. Almeno per ora. Ho fatto colazione con succo d'ananas, uno spicchio di torta al cioccolato preparata il giorno prima e il mio immancabile caffellatte. Lentamente, in silenzio. Poi ho acceso il computer, inviato il mio articolo su Away from her e sbrigato le mail del giorno prima.
Away from her è stato il mio film di San Valentino: due amanti settantenni che si scambiano effusioni, che si ingelosiscono e bramano di fare l'amore, per me (per me, eh!) rappresentano l'amore vero. Quello che sogno da una vita. Quello impossibile, con molta probabilità.
Me ne frego. Ho le prove. Esiste.
Dopo un rapido apertivo, un po' di strategia per il lancio del Bed and Breakfast di Pina, Vacanze Romane, qui in via Albalonga a Roma, breve coda allegra alla posta per inviare la mia lettera a Sunny e pagare una bolletta. Poi ho comprato questa meraviglia.coca cola
Pranzo: cous cous con verdure e Brooke che si addormenta abbracciata alla foto di Ridge fra le lenzuola damascate, dopo che lui l'ha rifiutata (la svolta del secolo).
Pisolino.
(envy me)
Ore 16. Massaggio con bagno turco: ringrazio le sapienti mani di Daniela e il benefico vapore del suo centro estetico in via Albenga. Stesa sul lettino, mentre mi lasciavo massaggiare le chiappe, ho pensato che ho fatto massaggi a qualsiasi essere vivente sul pianeta terra. Ma che nessuno mai ne ha fatti a me, di sua sponte. Sick.
Assolto alle mie funzioni universitarie, ho consumato una cena luculliana: mezzo chilo di fiorentina al sangue tutta per me. Tutta. Patate al forno e carotine. Ora vorrei solo dormire, nonostante il caffè.fiorentina





La Morale della giornata è:
dopo essermi consultata con diversi esponenti del genere femminile, si è convenuto che il motto "San Valentino è tutti i giorni. Non ho bisogno che un calendario mi ricordi della persona che amo" è una frase fatta per pararsi il culo. Le donne lo dicono per far sì che i loro uomini siano fieri delle proprie compagne.
Oggi è San Valentino e tutti avrebbero diritto ad un pensiero romantico. Non c'è niente di male.
San Valentino è la scusa per essere PIU' romantici, quando lo si è già d'abitudine, e NORMALMENTE romantici quando non lo si è. Il fatto è che con la scusa dell'emancipazione e del calendario ci si para il culo perchè a San Valentino non si è trovato il tempo per pensare ad una cosa speciale. Solo che anche negli altri giorni il tempo non basta mai. E i gesti romantici latitano. Non ricevo una rosa da cinque anni.
Ogni donna, ogni speciale donna di questo mondo, ogni tanto dovrebbe ricevere una rosa.
Figuriamoci in coppia.
E ora... siccome io non lo festeggerò perchè odio le feste posticce, voglio proprio vedere cosa si combinerà nel mondo per San Faustino!

postato da: SwingingLit alle ore 21:22 | link | commenti (3)
categorie: pensieri, amore, cinema, diario, persone, desideri, abbracci, riflessione, negozi

Buon San Valentino! 1#

Buon San Valentino a tutti!
-che suona un po' come Buona camicia a tutti!-
Anche se contraria alle poesie sui blog, questa mattina Demetrio Paolin, nella nostra consueta chattata mattutina su Slype mi dedica la seguente lirica, che io ripubblico con molto piacere.
In attesa del vero post su San Valentino.


Manuale per le disposizioni domestiche

Le briciole, le lasci ai passeri,
ma la sera non scuoti fuori la tovaglia
che l’angelo della notte se ne muore;
passeranno inverni interi
a fare gesti, questi, controvoglia
sperando che la pazienza sia amore:
ci stupiremo, poi, che ogni cosa vada
diritta come un filo a piombo del muro,
sorridendo all’ansia di un futuro
scontato, ma c’è una sola strada
per quanto malconcia: questa
e per quanto sia disonesta è la sola
da fare, con il nodo in gola e la funesta
idea di sopravvivere a quella “cosa”
che qualcuno si ostina a chiamare vita:
Che fai ora, tu, mi guardi stupita?;
volevo scriverti un manuale
per le disposizioni domestiche,
Ma la parola mi incespica
Come una rima che non so fare;
è già strano abitare in una casa
Da soli, ma quando in silenzio siedo
di notte (è purissima) e ti vedo
nel sonno come l’unica: “Sei casa -
mi dico – sì, dimora è questo corpo”;
Casa è l’abitarti dentro per molto,
Ora ti svegli come fanno i piccioni;
Sai che non so stirare la camicia, quella
proprio, l’azzurra, e neppure la maglia bella
E sai che non me la cavo con i pantaloni…
eppure mi sorridi e mi lasci stupito,
che questo sia la bellezza, il tutto, l’infinito?

Demetrio Paolin, autore, fra i suoi capolavori, del saggio "Una tragedia negata" (Il maestrale).

postato da: SwingingLit alle ore 09:46 | link | commenti (4)
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