Cominciano ad arrivare i libri del Premio Strega.
La prima riflessione che mi preme pubblicare è la seguente: il potere dell'editoria romana è ormai innegabile.
Un bene o un male?
[Partenza - Roma 21,16]
Ci avete provato. Non ci siete riusciti.
Duri e puri. Piadina fredda e valigia. Cuccetta. Verso Torino, a vedere cosa si combina alla Ventesima edizione della Fiera Interanzionale del Libro di Torino.
Di nuovo, come tre anni fa, con www.raramente.net. Quando cadi, rialzati e torna al punto di partenza. Presto o tardi un gigante buono verrà a svegliarti a suon di schiaffi e stufato, come nella Principessa Sposa di William Goldman.
Eccoci, pronti come sempre, ad affrontare incontri, conferenze, professionali, grande pubblico. A diffondere il verbo, a conoscere nuovi editori. E ne abbiamo incontrati davvero tanti. Toilet, Gran Via, Quarup, ScritturaPura. è inutile: quando vieni da dove veniamo noi - la piccola editoria -, non riesci a staccartene. In più, quest'anno la Fiera sembrava esser diventata un immenso polpo con mille tentacoli: Bookstock, Torino Comics, Libri rari... una fiera davvero senza confini, come recitava lo slogan, ma decisamente approssimata. Basta ricordare le facce sudate e i malori nel famigerato stand/fiera dell'est di Torino Comics.

Vai ad ascoltare Federico Moccia e cerchi di capire come relazionarti con i grandi, quelli che come la Lipperini che ci vanno allo stesso tavolo con Moccia. Non perchè pagata, non perchè snob e democratica, ma perchè c'era uno scopo più alto in ballo: i confini delle nuove scritture giovanili. Riporto una frase che mi ha decisamente colpita: "L'apocalisse che viviamo in questo tempo ha un ottima stampa". Mentre ad un sedicenne che accusava Moccia di dare risposte troppo semplicistiche ai problemi dei ragazzi, ho sentito un bambino di 44 anni rispondere "Tu pensi che le mie soluzioni siano troppo semplici?... Be', forse non sei davvero mai stato Tre metri sopra il cielo..."
Quando avevo sedici anni ero tre metri sopra il cielo se il compito di matematica aveva un voto superiore al sei. Per fortuna il fidanzatino ce l'ho. Ma, come ha dimostrato la stessa sala gremita di fan, la concentrazione da dedicare a Moccia ha un tempo di scadenza. Dopo i prime 5 minuti d'intervento, senza stizza nè proteste, metà sala si è alzata ed è andata via.
Eccola, la persona per cui essere qui. L'appena ottanduenne Zymunt Bauman era davvero tre metri sopra il cielo, mentre parlava delle Vespe di Panama ad una folla gremita, attenta e concentrata sulle parole del sociologo britannico di origini ebraico-polacche. Tenere in mano le fila della contemporaneità non è facile e riuscire a raggiungere piena consapevolezza della propria mixofobia (paura di mischiarsi a persone diverse da noi per attitudini e abitudini) è davvero un gran risultato.
Milena Agus (la donna davanti al microfono) è una mia vecchia conoscenza, almeno sulla pagina scritta. Mentre Stefano Salis (l'unico giornalista importante che in fiera porta ben in vista il suo pass stampa) sottolinea quanto miope sia a volte la critica italiana, io pensavo all'avere occhio. Al saper ascoltare.
Ecco.
Noi sappiamo ascoltare.
Un mio post su Spiderman 4 qui.
(Per inciso, non è che mi sia scimunita tutto d'un colpo. Volevo solo essere spiritosa.)
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