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North is the new South
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"Io non leggo mai i libri prima di recensirli per non farmi influenzare." Un recensore


Sono una che ha un sacco di cose da dire. Forse troppe.


"Scusa la casa ordinata, cara, ma non ci sono molte donne che vengono a metterla in disordine."
Lo Specchio Scuro, Robert Siodmak


"Chi scrive libri lo fa soltanto perchè non trova la forza di non farlo."
KarL Krauss
Parliamone...

Lui:"Tu non mi vuoi bene"
Lei:"Io ti amo."
Lui:"Ah, ecco perché."
kaplan.splinder.com

Dicono di lei

"Ogni tanto ha sempre ragione".
Michele Foschini, traduttore

"Se avessi saputo che si occupava di letteratura non avrei fatto il regista."
Stanley Kubrick, Special Content nel dvd Shinings,febbraio 1980

"Se fosse stata il mio agente stampa, chissà dove sarei ora."
Fedor Michajlovic Dostoevskij, New Siberia, prima di morire

"Sono stato frainteso. Mi hanno messo sul rogo. Se avessi avuto lei come ufficio stampa, tutto questo non sarebbe successo."
Giordano Bruno, L'Eco del Martire

"C...o,è un tipino travolgente" L'uragano Katrina

"Se fosse il mio agente non mi occorrerebbe essere un genio." Henrik

"She can handle big news and little news. And if there's no news, she'll go out and bite a dog."
Direttore Risorse Umane anonimo

"è il faro della femminilità." Il lettore di Telpress

Posta anche tu con un commento una frase da inserire nel "Dicono di lei".
"Lei" vi sarà infinitamente grata!
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giovedì, 19 aprile 2007

23 Aprile - San Giorgio, festa di libri e rose

Gentile Sindaco Veltroni,

lungi da me l'idea di disturbarla.
Io scrivo questa storia e la dedico a lei, un racconto a metà tra la confidenza e l'appello accorato.
Perchè le cose importanti vanno raccontate. E se hanno un destinatario preciso, tanto meglio. Il racconto vien fuori più velocemente.

San Giorgio


Dieci anni fa una ragazzina strappò una pagina di giornale (era La Repubblica) e l'attaccò al muro. Su questa pagina si pubblicizzava la festa di San Jordi, a Barcellona. 23 aprile, un giorno prima del suo compleanno. Si raccontava di libri scambiati fra amici e conoscenti, e di una sola rosa, regalata insieme al libro alla persona che amata. Troppo perfetto per lei, ragazzina appassionata di libri e romanticismo.

" I catalani infatti onorano il libro il 23 aprile perché in quello stesso giorno ricorrono la morte di Cervantes, quella di Shakespeare e l'onomastico di san Giorgio, il santo guerriero che, dopo aver sconfitto il drago, colse una rosa dal cespuglio germogliato dal sangue del mostro, per donarla a Sabra, la Principessa liberata. Si dice inoltre che il giorno di San Giorgio sia testimone della nascita di nuovi amori, ma è il desiderio di celebrare in modo intrigante e coinvolgente la passione per i libri e la lettura il sentimento protagonista di questa tradizione."

La ragazzina cresce, la pagina viene tolta dal muro perchè troppo ingiallita da dieci anni di sole. E perchè in fondo quella pagina non la guardava più nessuno, laggiù nella vecchia cameretta.

Sono sei anni che vivo a Roma e sono dieci anni che guardo il calendario e spero di segnare il nome di un luogo sul calendario accanto al giorno 23 aprile. Quest'anno doveva essere la volta buona, c'è mancato davvero poco. Poi, un po' per caso e un po' per consolazione, mi si racconta che San Jordi, ovvero San Giorgio esiste anche in Italia. A Milano, per la precisione.

E io dico: abbiamo importato nella Città Eterna tutto l'importabile, l'utile e il futile. Importiamo anche San Giorgio, importiamo la festa dei libri e delle rose, ché fa tanto capitale europea. E se, Signor Sindaco, è preoccupato per chi potrà organizzarla, stia tranquillo, lo faccio io. Non voglio nulla, solo la possibilità di portare una delle feste più belle del mondo in una città che merita la bellezza ogni giorno, graffiando fra le pietre, strappando alla fretta, rimanendo in silenzio nel caos.

[Per tutti quelli che sicuramente penseranno delle cose poco eleganti di questa lettera aperta... Ma fate un po' come vi pare! Ce l'avevo qui, nella testa, e l'ho scritta.]

[Ovviamente, se qualcuno sa di questa cosa a Roma, vi prego fatemelo sapere al più presto!!!]

postato da: SwingingLit alle ore 22:26 | link | commenti (3)
categorie: letteratura, swinging literature
giovedì, 12 aprile 2007

è tornato l'uomo degli origami

origami
2004. Non è un numero poetico, ma era il 2004, ossia tre anni fa.
Nel 2004 ho visto per quella che credevo l'ultima volta l'uomo degli origami.
Di solito durante la settimana stazionava in Via Nazionale, mentre durante il week end lo si poteva trovare placidamente seduto con la sua donna in Piazza Navona.
La formula è semplice: "Date ciò che potete, prendete ciò che volete".
In camera ho un vaso pieno di fiori di carta. Tutti suoi. Scatole di carta colorata. Sue.
Era la mia meta personale di pellegrinaggio per le strade di Roma. La meraviglia che suscitava in me la sua capacità di piegare la carta era immensa.
Improvvisamente è scomparso. Ho sbirciato gli angoli delle strade che era solito occupare senza risultato, per tre anni. Raskol diceva che in realtà, essendo un petroliere libanese, andava ad occuparsi dei suoi affari lì per poi tornare a Roma a creare origami per i passanti. Ci consolavamo così della sua assenza. Diceva che forse questa volta i suoi affari erano diventati più seri.
Oggi, dopo la gioiosa presentazione di Manituana di Wu Ming (Luca e Roberto davanti ad un pubblico adorante e molto interessato), esco da Melbook Store e lo vedo.
Solo. Senza la sua donna. Senza il cartello con le istruzioni. Un po' triste.
Parlavo al telefono con la Vale. Mi lamentavo ad alta voce. Non dovevo essere un bello spettacolo. Ero fuori di me.
E lo vedo.
E il mio cuore ha un balzo.
Incastro il cellulare fra la spalla e l'orecchio. Dico "Vale, aspetta che è successa una cosa meravigliosa."
Tiro fuori un euro. E lui mi ringrazia.
Prendo la scatola che vedete quassù. Ha già un padrone. Inconsapevole.
Io mi sono illuminata, pensando ai ritorni, improbabili, impossibili e insperati.
Lui è tornato.
è il mio dettaglio amato di questa città, una delle cose che odierei lasciare di Roma.
E questa scatola sa di primavera e di luce, e di tutto il calore a venire.


E ora, Manituana.
"1775, all'alba della rivoluzione che generò gli Stati Uniti d'America.
Lealisti e ribelli si contendono l'alleanza delle Sei nazioni irochesi, la più potente lega indiana, forte di una Costituzione antica di secoli.
Nella valle del fiume Mohawk, indigeni e coloni convivono da generazioni. Scelte laceranti travolgono il futuro di una comunità meticcia: il viaggio deve cominciare, fino alla capitale dell'Impero, e la via del ritorno è già sentiero di guerra."
Dopo aver svolto la mia tesi su 54, ascoltare Roberto e Luca parlare della loro routine di scrittori postmoderni, mi ha fatto fare un veloce salto all'indietro, mi sono immersa di nuovo nella mia curiosità per la letteratura.
Dicono di aver cambiato modalità di documentazione. Non è più una fase, ma un tutt'uno con la stesura del romanzo. L'iperconnessione con i testi, non solo romanzi, articoli, storie, ma anche saggi, è esplosa nella stesura di questo libro.
Mi è venuta voglia di rimettere mano alla mia tesi.
I miracoli accadono, anche quando sei distratto e pensi a tutt'altro.

postato da: SwingingLit alle ore 21:29 | link | commenti (2)
categorie: letteratura, persone
mercoledì, 11 aprile 2007

Biglietti di libero ingresso di Vladìmir Holan

La poesia ha sempre la risposta giusta, concisa e concreta a ogni dubbio.
E nella casa vuota e silenziosa, così come piacciono a me, cerco conforto in Una notte con Amleto Una notte con Ofelia di Vladìmir Holan.
Perchè sono debole. E le mie spalle non ancora troppo forti. E ogni tanto lascio che le braccia caschino lungo il corpo per sentirmi disarmata e sola, vinta dal mio essere piantata per terra senza forza. Vinta dal mio non essere ciò che vorrei, quanto vorrei e quando lo vorrei. Mai abbastanza, mai.

Biglietti di libero ingresso

Viviamo nel mondo senza amore solo perchè
abbiamo paura della crudeltà dell'amore...
Non ammettiamo di nutrire speranze
ma neppure di vivere senza speranza...
La nostra disperazione impaziente quel che chiede
è ormai solo autodistruzione o miracolo.
Ma il miracolo noi lo vogliamo
solo per mettere alla prova i santi...

postato da: SwingingLit alle ore 19:54 | link | commenti
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