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North is the new South
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"Io non leggo mai i libri prima di recensirli per non farmi influenzare." Un recensore


Sono una che ha un sacco di cose da dire. Forse troppe.


"Scusa la casa ordinata, cara, ma non ci sono molte donne che vengono a metterla in disordine."
Lo Specchio Scuro, Robert Siodmak


"Chi scrive libri lo fa soltanto perchè non trova la forza di non farlo."
KarL Krauss
Parliamone...

Lui:"Tu non mi vuoi bene"
Lei:"Io ti amo."
Lui:"Ah, ecco perché."
kaplan.splinder.com

Dicono di lei

"Ogni tanto ha sempre ragione".
Michele Foschini, traduttore

"Se avessi saputo che si occupava di letteratura non avrei fatto il regista."
Stanley Kubrick, Special Content nel dvd Shinings,febbraio 1980

"Se fosse stata il mio agente stampa, chissà dove sarei ora."
Fedor Michajlovic Dostoevskij, New Siberia, prima di morire

"Sono stato frainteso. Mi hanno messo sul rogo. Se avessi avuto lei come ufficio stampa, tutto questo non sarebbe successo."
Giordano Bruno, L'Eco del Martire

"C...o,è un tipino travolgente" L'uragano Katrina

"Se fosse il mio agente non mi occorrerebbe essere un genio." Henrik

"She can handle big news and little news. And if there's no news, she'll go out and bite a dog."
Direttore Risorse Umane anonimo

"è il faro della femminilità." Il lettore di Telpress

Posta anche tu con un commento una frase da inserire nel "Dicono di lei".
"Lei" vi sarà infinitamente grata!
Google

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domenica, 24 dicembre 2006

Teoria e Pratica di ogni Cosa

Finito Ebano, ho iniziato Teoria e Pratica di ogni Cosa di Marisha Pessl.

Per leggere questo libro hai bisogno di:
- Un vocabolario
- Una Garzantina di Letteratura, Cinema e Geografia (Altrimenti Internet sempre acceso su Wikipedia)
- Nervi saldi e buona luce, occhiali
- Enormi tazze di té
Ovviamente questo equipaggiamento non è indispensabile. C'è chi è molto più competente della sottoscritta: buona memoria e nervi saldi sono sufficienti.

Colgo l'occasione per citare l'interessante teoria di Gareth Van Meer, padre idolatrato e totem intellettuale di Blue Van Meer, protagonista di Teoria e Pratica di ogni Cosa: "Le vacanze americane erano comunque un periodo di "negazione catatonica", un'occasione per "fingere che la povertà dei lavoratori, la diffusione della fame, la disoccupazione della piaga dell'Aids fossero semplicemente piccoli frutti esotici, aspri perchè, grazie a Dio, fuori stagione".

Mi colpisce e riporto un altro passo (che è più un desiderio ed un augurio per queste feste, per questo nuovo 2007).
"Come diceva papà, la differenza tra una rivolta fruttuosa e una rivoluzione sprecata dipende dal momento storico della nazione in cui si verificano gli eventi (si veda "Il capriccio dell'industrializzazione, Van Meer, Federal Forum, XXIII, 9). Jade e Lu erano ancora paesi in via di sviluppo e così, per quanto non fosse fantastico, non era troppo grave per loro presentare infrastrutture arretrate e un baso indice di sviluppo umano. Ma Hannah era molto più avanti: in lei avrebbero già dovuto instaurarsi un'economia solida, un clima di pace, il libero scambio - e invece proprio la mancanza di queste basi rendeva piuttosto scure le prospettive per la sua democrazia."

Associare gli stati di sviluppo geopolitico ed economico agli esseri umani ci fa sperare, per una volta, che siano la pace e il libero scambio ad instaurarsi nella nostra vita.
Ed è questo l'augurio che faccio a tutti quei (pochi o molti, non ha importanza) lettori che mi seguono da ormai - buon Dio! - un anno...

postato da: SwingingLit alle ore 18:13 | link | commenti (6)
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giovedì, 14 dicembre 2006

in Abiti Civili

Riprendo in mano la mia vita, da blogger - da studentessa - da fancazzista.
Mi rimetto in abiti civili.
Niente più ufficio stampa. Niente più press agent. Niente di niente. Basta.
Vado ad amare i libri con la sola forza che i lettori portano con sé dalla culla.

Ho appena terminato il bellissimo Un'ultima stagione da esordienti di Cristiano Cavina. Per chi il pallone c'è l'ha tatuato nel cervello e lo sente ruzzolare fuori dalle orecchie anche quando è in metropolitana, l'ultimo libro di Cristiano Cavina ci consegna con la solita onestà che lo contraddistingue, una bella storia. Non è La Storia, quella che predicavo per Foer. Ma non è per questo è meno importante. Mi spiego.

Cavina, durante la presentazione di Effetti Collaterali a Bologna, disse che lui doveva raccontare altre tre storie. Poi basta scrivere. Lui le ha dentro da sempre e aspettano solo di uscire.
Benissimo, direte voi, è La Storia, quella che si ha dentro da sempre.
Ma cosa manca a Cavina per far parte di quelli Con La Storia Dentro?
Manca la sostanza che pesa e che ti schiaccia con l'universalità.
Partiamo dal linguaggio.
Ho dovuto chiedere una consulenza al mio fidanzato romagnolo per sciogliere diversi arcani circa alcuni modi di dire contenuti nel libro. E questo mi ha fatto pensare a quei poveri traduttori spagnoli che tradurranno Stefano Benni per Nuovi Mondi Media. Vabbè, e fin qui ci si diverte.
Raccontare la fantasia, la fatica e la vita dei bambini può estendere il libro a storia universale, ma sono bambini che si pongono il problema del cielo che cambia dimensione a seconda che si giochi nella Bassa oppure no. Non può valere per un bambino nato a New York o a Parigi o a CoratoinprovinciadiBari. Per esempio.
Perchè però Cavina rimane inossidabilmente un grande scrittore? Perchè fa come Dan Brown. Vi regala quattro cinque ore di assoluto divertimento, condito con qualche verità che è assolutamente indispensabile ricordare e vi accarezza la fronte con i sogni dei bambini che diventano grandi e che quei giochi a pallone se li ricordano ancora.
è una magia. Non si sa come spiegarlo, ma funziona.
Poi ha vinto il Premio Tondelli. Quindi chapeau!

Continuo la lettura di Ebano di Kapuscinski. Posso solo dire che si tratta di un giornalista che scrive come un romanziere e che sembra raccontarti l'Africa seduto su una sedia a dondolo con un plaid sulle ginocchia.

postato da: SwingingLit alle ore 16:46 | link | commenti (5)
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lunedì, 11 dicembre 2006

Più Libri Più Liberi 2006: e cinque

è intuile cominciare con "Ricordo la mia prima volta a Più Libri. Quattro anni fa... Mi sono persa solo la prima edizione, ma ero troppo piccola."
Inutile.
Allora comincio così. Quest'anno ho capito che dietro l'euforia delle fiere c'è anche una fatica immane. Immane. Questa mattina le mie ossa chiedono pietà.Lo Staff Perrone
L'adrenalina a mille per quando incontri Arnaldo Colasanti e Giulio Ferroni che, ops! si stringono la mano proprio davanti al tuo stand, ridendo e scherzando come se lo stand Giulio Perrone Editore Q10 fosse un'alternativa al caffè letterario, non è stata sufficiente questa mattina a ricaricarmi le batterie.
E nemmeno la gioia di parlare con Ugo Riccarelli che, piccolo piccolo, straccia tutti con la sua imponenza di vero grande scrittore.
(io ero già emozionata quando è successo questo, ma averlo allo stand che firma le copie, che fa uscire il nome del piccolo libro che ha pubblicato con noi su tutti i giornali, è qualcosa che ti straccia il cuore dall'emozione)
E poi Giuseppe Cederna che legge i racconti di Riccarelli e mi chiede un parere sul suo libro. A me.
E le corse per far entrare gli amici. E per portare i comunicati. E l'intervista come responsabile comunicazione per Il Leggendario. E L'Appuntamento di Marzullo per Paolo Di Paolo, Riccarelli e un giovanissimo poeta che è una persona splendida e a cui dedico la gioia di questi 4 giorni passati insieme. Ha scritto Gli occhi di Saturno per i soliti Perrone.
Caffè portati e offerti. Musica in mezzo ai libri grazie a quelli di Red Record. Libri regalati, comprati, prestati e promessi. Vino a fiumi e amici che sorridono in mezzo al disagio e all'incertezza. Le ragazze di Untitl.ed che mi hanno appositamente portato la seconda terna pubblicata. Erri De Luca con il viso bruciato dal sole a cui voglio scrivere una lettera, perchè lui l'email non ce l'ha. E il nuovo libro di Milena Agus che è una ragazza che ha un talento sconfinato quanto il mistero della Sardegna.
è magia.
E lo capisco perchè tanti, tantissimi ragazzi hanno lasciato curricula, sguardi imploranti e sogni alla soglia del nostro stand. Ma è difficile, dura, durissima.
Credo che, tirando le somme, amare i libri sia un gran privilegio concesso dalla natura. A volte sarebbe sufficiente continuare a coltivare anche solo questo piccolo seme prezioso. Non potete capire quanto è faticoso...

postato da: SwingingLit alle ore 09:34 | link | commenti (16)
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