Cari swinging,
leggetevi questa intervista: quando si dice il talento...
http://www.studiogradozero.it/blog/2006/10/effetti-collaterali-2.html#comments
Presentare il libro Effetti Collaterali è stata una grande prova. Sedere fra Cristiano Cavina (di cui a breve la nuova grande prova) e Samuele Galassi (di cui a boh? il suo grande romanzo) ti fa sentire una gran intellectual gnocca.
(Specie se porti le calze alla Lolita, però vabbe')
Cavina mi colpisce a tradimento: "Scrivere è come fare la pipì. Ti scappa." Io questa frase ce l'ho in mente da sei anni, l'ho scritta su un taccuino, in treno, pensavo a quanta voglia avessi di scrivere, di essere brava, di avere un'idea, una sola.
Scrivere è come fare la pipì. Niente di più vero.
E il fiume, e la corsa nel mattino.
Cavina è uno semplice. Lo vedi, lo leggi: è lo stesso, niente filtro. è un pizzaiolo, lavora presso suo zio che, sull'insegna luminosa scorrevole, insieme agli orari d'apertura ci ha messo pure "è uscito l'ultimo libro di Cristiano Cavina (pizzaiolo quando c'è)".
E poi mi chiedono perchè tocca tornare a vivere in un paese a misura d'uomo. Per sentire, per sentirsi.
Joyce Carol Oates parla un po' di questo, in fondo...
Galassi, in tinta con gli sgabelli della libreria, si è mostrato sagace, intelligente, introverso nel suo talento. E assolutamente affascinante. Il magico mondo dell'editoria ha i suoi miti: le donne sono delle arpie, gli uomini che ci lavorano sono brutti. Per fortuna alla Libreria Irnerio c'è stata una deliziosa eccezione.
Demetrio Paolin, autore de Il Pasto Grigio e di Quattro Milioni (racconto presente nell'antologia Vite Rovinate dal Pallone), è uno dei più grandi autori viventi. Dopo di lui (a cui è rivolto tutto il mio pensiero ora...).
Quindi è con grande piacere che vi comunico la nascita del Fondo Paolin.
Per tutti gli estimatori della sua opera: è in preparazione un congresso internazionale dal titolo “Onomastica e Teologia in Demetrio Paolin“.
Importante quello che la Lippa pubblica qui.
Stamattina pensavo a come implementare letterariamente il mio blog, dato che ho terminato l'ultimo libro dopo quasi un mese di tribolazione e con scarsa soddisfazione personale.
Allora mentre cercavo di mettere a fuoco il mondo in metropolitana, l'occhio addormentato è caduto sulle copertine di due umani seduti poco più in là. Incredibile: due su due. Dan Brown. Da Vinci Code e Crypto. Il primo era proprio in inglese. Come al solito... sconforto. Mi sembra una cosa interessante commentare le letture della gente quando non si può commentare le proprie.
Ieri notte ho iniziato Una famiglia americana di Joyce Carol Oates. Ho spacchettato il mio bel segnalibro nuovo comprato alla Buchmesse e... speriamo. Ho bisogno di un bel libro per salvarmi la vita, quella quotidiana.
Leggo con mia somma sorpresa un articolo di Francesco Merlo a pagina 24 di Repubblica di oggi 11 Ottobre dedicato alle donne: Falchi, Mussolini e Serafini. Merlo ne esalta l'individualità e lo slancio passionale nella denuncia delle proprie opinioni contro la passione tutta maschile del defilarsi. Non è tanto l'argomento a stupirmi, quanto l'associazione della firma di prestigio ad un argomento, a mio avviso, frivolo. Nonchè lo spazio ad esso dedicato. L'intera pagina 24, ossia quella dedicata agli articoli di approfondimento politico.
L'identità femminile, da sempre argomento di dibattito e di rimuginante legittimazione, è ancora un argomento talmente sommerso e controverso da richiedere l'impegno di un giornalista così in vista?
Non si può che rallegrarsene e chiedersi: se la Falchi fa così tanta notizia, toccherà che qualcuno si dedichi, anche letterariamente, alla sua figura. E noi che si aveva paura di pubblicare un libro dal titolo Effetti collaterali - dal Caso Ricucci a Vanna Marchi...
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