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North is the new South
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"Io non leggo mai i libri prima di recensirli per non farmi influenzare." Un recensore


Sono una che ha un sacco di cose da dire. Forse troppe.


"Scusa la casa ordinata, cara, ma non ci sono molte donne che vengono a metterla in disordine."
Lo Specchio Scuro, Robert Siodmak


"Chi scrive libri lo fa soltanto perchè non trova la forza di non farlo."
KarL Krauss
Parliamone...

Lui:"Tu non mi vuoi bene"
Lei:"Io ti amo."
Lui:"Ah, ecco perché."
kaplan.splinder.com

Dicono di lei

"Ogni tanto ha sempre ragione".
Michele Foschini, traduttore

"Se avessi saputo che si occupava di letteratura non avrei fatto il regista."
Stanley Kubrick, Special Content nel dvd Shinings,febbraio 1980

"Se fosse stata il mio agente stampa, chissà dove sarei ora."
Fedor Michajlovic Dostoevskij, New Siberia, prima di morire

"Sono stato frainteso. Mi hanno messo sul rogo. Se avessi avuto lei come ufficio stampa, tutto questo non sarebbe successo."
Giordano Bruno, L'Eco del Martire

"C...o,è un tipino travolgente" L'uragano Katrina

"Se fosse il mio agente non mi occorrerebbe essere un genio." Henrik

"She can handle big news and little news. And if there's no news, she'll go out and bite a dog."
Direttore Risorse Umane anonimo

"è il faro della femminilità." Il lettore di Telpress

Posta anche tu con un commento una frase da inserire nel "Dicono di lei".
"Lei" vi sarà infinitamente grata!
Google

Hanno lasciato il segno

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ci sono *loading* tracce di voi
giovedì, 20 luglio 2006

Povero Fesso e Montanelli

Stamattina un grazioso messaggio odoroso di smspam mi ha raggiunto.
Paolo mi dice che c'è un articolo a firma sua sul Corriere Magazine. Pensavo fosse una recensione. E già la mia gioia era totale. Quando invece a pagina 61 e 62 ho visto la sua foto vicino a quella di Montanelli ho capito di essere davanti a qualcosa di molto più importante. Incantevole.

Improvvisamente mi sono trovata catapultata sei mesi indietro sul calendario corrente.
Eravamo di ritorno da una presentazione di diMostrare le Cose a Parole. Parlavamo di smarrimento intellettuale. Chiedevo al mio amico di non abbandonarmi, di soccorrermi con le sue letture, con qualche indirizzo e consiglio. Chiedevo lumi sul correlatico oggettivo.
Lui, lesto, mi fornisce tutte queste indicazioni, chiacchiera, con la sua voce un po' tremante un po' concitata, come scosso da una costante emozione nei confronti della vita e delle emozioni. Arriviamo alla testa del binario da cui sta per partire un piccolo treno per Ciampino. Seduti lì, col freddo appena oltre i nostri cappotti, Paolo mi racconta di lui e Indro. Lì la voce è calma, affettuosa. Si vede che ci tiene a questi ricordi. Per me, riceverli di sera, così, quasi silenziosamente, signfica molto, sembra un grande dono inatteso. Gioisco silenziosamente, appoggiata al mio ombrello marrone. Ascolto.

Sulle pagine 61 e 62 del Corriere Magazine comprendo le ragioni ultime e i particolari preziosi di un incontro che ha cambiato la vita di colui che dentro il personalissimo libro della mia vita è mio amico. Un articolo discreto a detta di molti. Un articolo di Paolo, a mio parere. Paolo è così, signori, una persona dai piccoli gesti, dalle grandi idee, di un’intelligenza terrificante. Gioisco per il mio amico. Gioisco per lui. Per la possibilità di essergli accanto.

Ne vale la pena?

Ancora sì, Paolo. Sempre.


postato da: SwingingLit alle ore 16:20 | link | commenti (8)
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mercoledì, 19 luglio 2006

L'Aie e Henry Green

"è terrificante. Non sapevo che al mondo ci fossero tante persone."

Nadia Fusini (che non è questo signore nella foto) racconta Henry Green (ovvero il signore nella foto), autore di Partenza di Gruppo (Adelphi, pp. 227, euro 18). Una delle donne della comitiva dall'alto osserva la massa e teme che se tutti, contemporaneamente, prendessero coscienza della propria reale consistenza, scatenerebbero una rivoluzione. Un'arma di morte deambulante, capace di autodistruggersi.

Fa riflettere. Soprattutto dopo aver letto il report che ha seguito la conferenza stampa che si è tenuta ieri a Milano per presentare i nuovi Stati Generali dell'Editoria che si terranno il 21 e il 22 settembre a Roma, a cura dell'Aie. L'Associazione Italiana Editori terrà una due giorni dedicata al mercato editoriale per illustrare i risultati di una ricerca realizzata in collaborazione con l'università di Bologna e di Trento. Non riesco ad immaginare ricerca più stimolante di quella rivolta al popolo dei lettori.
Ovviamente - e ribadisco l'ovviamente - l'Italia viene rappresentata come un popolo di pseudo ignoranti. Solo al terz'ultimo posto per consumo di libri, il 42,3% degli italiani ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Il 13,5% ne legge almeno uno al mese, percentuale che allargata alla popolazione nazionale, equivale a circa 5,7 milioni di italiani. Fra quelli ci sono anche io. Io e la mia Cultura Enciclopedica (o almeno dizionariale) da Autodidatta. Aumentano i giovani fra i 18 e i 19 anni che leggono almeno un libro al mese. Meno male.

L'Aie lancia una provocazione. In un mondo in cui la parola è potere, l'unico modo per stimolare l'interesse per questa ricerca e per la creazione di prospettive di sviluppo del settore è quello di affiancare al magico campo semantico della lettura quello spietato dell'economia, creando lo slogan "Quando la lettura produce competitività economica?".

Ora, vi risparmio le solite lagne sulla Norvegia che spende 208 euro al mese pro capite nell'acquisto di libri, fra fiction e non, e vi invito a riflettere sulla frase di Green riportata in apertura. A volte dimentichiamo quanto davvero è massiccia la popolazione umana. Quanto sarebbe delizioso e potente guardare per le strade una rivoluzione di lettori che chiedono fondi per la lettura (fantascienza pura). Quanto è stata stupenda la manifestazione dei Mondiali, seguita a ruota dall’incoscienza popolare per quelle sulla disperata situazione in Medio Oriente.

Mi è piaciuto ciò che Green, citato dalla Fusini, dice della prosa: “[usata] per creare un’intimità lunga, prolungata, tra stranieri senza chiamare in causa in modo diretto la loro coscienza”.

Attraverso l’anticipazione dei dati della ricerca Aie, oggi mi sono sentita parte di una piccola comunità di stranieri: 5,7 milioni di italiani che leggono un libro al mese.

Sempre meglio che sentirsi soli.

Uno speciale pensiero a tre sciagurati dispersi in Turchia.


postato da: SwingingLit alle ore 10:44 | link | commenti (5)
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venerdì, 14 luglio 2006

Baricco e I barbari

Non mi ero accorta che Baricco ieri parlasse di noi. Dei blogger. Di chi tiene un blog.

Allora sono partita da qui e sono arrivata qui. E vi invito a leggere. C'è molto senso in queste parole..

postato da: SwingingLit alle ore 17:04 | link | commenti (6)
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lunedì, 10 luglio 2006

Siamo i Campioni del Mondo

E lo scrivo senza iperpunteggiatura o punti esclamativi perchè siamo signorili e discreti.

(uaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Grooooooooooooooooooooooooossssssssssssssssssoooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!! Goaaaaaaaaaaaaaaaaaal! EHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH! Evvaiiiiiiiiiiiiiiiiiii!)

Aehm...

La storia si fa con la fortuna e la sfortuna.
Questo è il grande insegnamento che traggo dalla finale Francia Italia - di cui non vi so dire nemmeno il risultato tanta la gioia e il rincoglionimento. Il fatto è che siamo stati sfortunati tante volte. Ho coperto gli occhi sul rigore di Del Piero(oralosbagliaoralosbagliaoralosbaglia),ho esultato per Trezeguet che invece lo ha sbagliato (fottuto cucchiaio ti ha fregato) e ho temuto di svenire quando Grosso, il piccolo campione spuntato dal nulla ha siglato il momento che aspettavo da sempre.
Penso di aver abbracciato chiunque.
Sì, perchè io sono uno di quei tifosi latenti, che se fossi nata maschio, starei tutte le domeniche allo stadio perchè l'odore del sudore, i ragionamenti fittizi e infiniti sul gioco lento sulle fasce e il centro campo poco convinto mi affascinano da morire (solo che non li so fare, siete avvertiti), le parolacce e la folla, l'esultanza, il cuore che parte e va per conto suo... beh, è vita, ragazzi, vita che pulsa.

(Altro che scrivania, ufficio stampa e tacchi altri...)

Piuttosto. Ho 24 anni, era ora di vedere una festa come quella di ieri a piazza Venezia, al Circo Massimo. Anche perchè l'ultima volta che abbiamo vinto i Mondiali credo di non aver rischiato la vita solo perchè mio padre non è un accanito tifoso.
Ieri avrei voluto voglia di spogliarmi davanti a tutti, volevo buttarmi nella fontana di Trevi, esultavo con chiunque passasse e per fortuna un gruppo di amici ha fatto esplodere la miagioia in canali meno... pericolosi di quelli da me prospettati.

Tornando a casa, nel cuore della notte, con il cuore gonfio di gioia e di lacrime che non uscivano, ho pensato che mancava solo una cosa a questa fantastica serata. Non lo dico. Tanto non serve.
Come ha detto qualcuno, penso che toccherà essere felici per circa un mese e mezzo.
Bene, ne avevamo proprio bisogno.
E infatti stamattina sembravano tutti un po' più felici per telefono...

Ma siccome questo è un blog letterario e rispettabile, vi dico cosa dovete leggere ora: Vite Rovinate dal Pallone - Storie di Tifo e Ordinaria Follia.
Mi pare ovvio!

postato da: SwingingLit alle ore 17:34 | link | commenti (15)
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venerdì, 07 luglio 2006

Premio Strega

(così google mi trova prima...)

- è splendida...
-Grazie!

-Dicevo, siamo al Ninfeo di Valle Giulia, Roma, 60° edizione del Premio Strega. Come si sente? Stregata dallo strega?
-No, piuttosto dal suo humor.

-Ehm... sì, ok... secondo lei, chi vince?
-Mah, io opterei per una votazione fuori dagli schemi... per esempio, facciamo vincere Grossi!... che fa più fico...

-Però la Rossanda... grande levatura morale... e poi ha la sua età, diamogli questa soddisfazione, è anche comunista poverella...
-Ma lei sa quando arrivano i gelati? Quelli dello sterga, quelli buoni!...



Quando al Ninfeo di Villa Giulia ci entri da curioso, non credo spaventi più di tanto. Ti sembra solo una bella favola. Tu rimpiangi di non essere la figlia di Onassis per comprarti IL vestito della serata ed essere la più bella. Rimpiangi anche di non esserti fatta un giro su internet per conoscere i volti di tutti quelli che irrimediabilmente saranno lì: gruppo Mondadori (che Mondadori, il signor Mondadori, ora si chiama in un altro nome, quindi gruppo Mondadori è qualcosa di indistinto e confuso...), ci si chiede chi sia Carlo Feltrinelli e si progetta di farsi adottare. E poi si guardano le classiche facce di tutti i nessuno che sembrano qualuno.
Eppure la sottile euforia di essere lì, insieme con chi ogni giorno fa la storia della letteratura, o almeno le briciole della stessa, guardare negli occhi Fazi e pensare "Guarda, ci sono anche io, lavoriamo alle stesse cose", guardare tutti i volti dei giornalisti che conosci o pensi di.
Il divino buffet! Ho visto cose che non pensavo esistessero in natura. Le ovoline di provola...

Ah sì, il premio...
è la cosa più noiosa che io abbia mai visto.

Gli Amici della Domenica votano. Poi si leggono 400 schede, una. dopo. l'altra.
(Intanto la gente vaga e, dopo un'ora, uno strano passeggio di prostitute e strani personaggi della microeditoria si affaccianno. Uno di questi, strizzato in un completo grigio a quadretti, sembrava direttamente uscito da Romanzo Criminale. Il pettegolezzo sfama le bocche di tutti e rinfranca i cuori dalla brutta sorpresa bagnata della pioggia del 6 luglio.)
Le votazioni sfiorano le 300 schede. Veronesi è in testa. Mi ritrovo vivamente a sperare che vinca. E Caos Calmo vince. Stacca la Rossanda (significativamente, a quanto mi dice chi ne ha viste altre di queste votazioni) e vince.
Mi ha commosso l'appaluso, il suo sorriso.
Però avrei una domanda per Veronesi: io non credo che quel filmato che hai fatto ieri con la tua telecamera digitale te lo guarderai ancora. Non è mica la partita dell'Italia... Perchè non hai guardato tutto con i tuoi occhi invece di nasconderti dietro l'obiettivo?

postato da: SwingingLit alle ore 08:49 | link | commenti (7)
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