Fra le tante sfighe che possono capitare, a me ne è capitata una enorme.
Mi portano via il pc, in assistenza. Un problema al monitor dovuto ai troppi viaggi.
è come se mi portassero via il fidanzato (ancora, e ancora e ancorna.... non ne posso più...).
Come farò per 15 giorni senza pc? E se poi diventassero 16 o 20? Drammatico.
Tutto questo per dirvi che non aggiornerò il blog per un po'. State bene.
Per chi fosse incollato ancora alle scrivanie - e non ad Istanbul, come qualcuno mi raccontava ieri...
Ieri sera ho assistito all'ultima serata, almeno per me, di Massenzio. Elisabetta Rasy, Zadie Smith, Javier Girotto, Luciano Biondini e Valentina Cervi.
Perfetto. Anche nella precarietà della Rasy.
Elisabetta Rasy ha letto la storia di una badante. Bella, precisa, orchestrata ad hoc, la parola di una che sa come usare gli strumenti del mestiere. Ma è solo questo uno scrittore?
Poi ascolti Valentina Cervi che legge da Della Bellezza di "Zeidi" e ti rendi conto che, pur nella freddezza della prosa, che qualcosa paga per forza alla traduzione, la storia di una donna di colore che pensa centodieci chili e rimprovera con occhi lucidi e tono sferzante il non amore del marito è assolutamente una spanna sopra. Delightful.
Cosa significa tutto ciò. Che nel nostro mondo italiano, italiota fino al midollo, incatenato alle vite emozionali di scaldabagni classe 1929, non esiste la freddezza di guardare in faccia il fatto che un conflitto non nasce solo dal di dentro, da circostanze liriche ineffabili. Nasce dagli scazzi di ogni giorno. Dal fatto che il lavoro è un problema, o può crearne, come ci insegnano gli scrittori precari. Una convivenza può creare un plot. L'università non è solo una condizione di disagio esistenziale, ma è anche intrecci e parole e fatti!
Ogni scrittore scrive la sua storia, diceva Zadie ieri sera. E le nostre storie, francamente, sono ancora troppo deboli e troppo, troppo autobiografiche per volare oltre l'aia di cosa nostra.
Alcuni sprazzi di novità in Gomorra di Roberto Saviano. Non ci ho ancora messo le mani sopra, ma dicono...
La musica di Javier Girotto- che ho salutato, che ho ringraziato e che, ovviamente, non si è ricordato di me - era... sublime!
Esiste un momento nella vita lavorativa di ogni persona per scoprire che i miti, le entità astratte, le leggende, concretamente sono molto più affascinanti nella realtà che nelle favole che si tramandano di generazione in generazione.Quando ero solo una matricola universitaria, la Minimum Fax era solo una casa editrice snob, la Fazi erano quelli di Melissa P. (che culo! e poi basta), la Nottetempo non esisteva e la Giulio Perrone nemmeno.
Oggi, in occasione dell'iniziativa Editori nel Pallone, i signori editori che oggi hanno un'età compresa fra i 28 e i 40 hanno sfoderato polpacci e fiato (poco in verità, ma sufficienti per due tempi da 25 minuti) che non sospettavo minimamente. Ma pià di tutto - e mi maledico per la mia inettitudine tecnologica perchè non ho una foto che possa documentare l'evento, ma vi assicuro le immagini le ho tutte qui, nella testa - i visi di questi giocatori della domenica, i sorrisi di quelli che in ufficio il lunedì ritrovano problemi e conti che non tornano, erano da guinness.Risultati delle partite:Giulio Perrone Editore - Nottetempo: 12 - 2 (ottimo Matteo Lefèvre che sfodera qualità insospettabili di difensore e attaccante, oltre che di scrittore)Fazi - Minimum Fax: 9-8 con golden goal (partita estremamente sofferta, con maglie strappate e urla disumane)Grande finale: Giulio Perrone Editore - Fazi: 9 - 1 Vince la Giulio Perrone Editore che dà prova di forza non solo sul campo editoriale col bellissimo Vite Rovinate dal Pallone, ma anche sul piano fisico.Ringrazio Emiliano di Minimum Fax che con sublime eleganza mi chiedeva: "Ma voi siete prima squadra di calcetto e poi casa editrice?"Nel mio cuore oggi c'è solo una persona che voglio assolutamente ringraziare: la meravigliosa Francesca De Sanctis che, al contrario dei suoi colleghi, ha dato grande risalto ad uno dei pochi momenti di incontro fra editori, uomini di cultura e persone attente alla solidarietà sulle pagine romane dell'Unità.Non dimentichiamo infatti l'impegno con Save The Children a cui viene devoluto il 10% del ricavato dalle vendite di Vite Rovinate dal Pallone!
Questo doloremi sradica la verginità.Da uno sconosciuto poeta di cui giungono le carte in redazione.

The photo is by don paolo. I put it there 'cause I adore his work. But I'm ready to put it off, if he gets upset.
in any case, visit http://don-paolo.deviantart.com/
Ieri, grazie anche all'eccellente lavoro di Carla, abbiamo inaugurato il ciclo di incontri "Perrone in Libreria". Abbiamo raccontato alla gente i nostri libri. La gente ha mangiato i dolci dell'ottima Dolcium Zingale. Si è ripetuto magicamente l'episodio "Ti consiglio diMostrare le cose a parole". E ho ricordato quanto fosse delizioso L'Ultima Lacrima di Stefano Benni.E direi che oggi, dato l'umore, è appropriato.
Nell'attesa di tante cose. Del 16 giugno, venerdì e di Baricco e di Eggers. Delle vacanze. Nell'attesa di andare ad ascoltare stasera Danilo Rea, che - maledizione - dedica il suo concerto a De André (ho un conto aperto con De Andrè, non badateci...). Nell'attesa della presentazione di oggi, di Vite Rovinate dal Pallone (ore 18, Feltrinelli Via V.E.Orlando, 78).
Nell'attesa.
Vorrei ringraziare Mario Desiati per la bellissima chiacchierata nel mio giorno di vacanza. Vorrei ringraziarlo per quella sua aria da bravo ragazzo. Per le sue parole. Per le risate. Anche per il suo libro. Lo ringrazio per la dedica,meravigliosa.
E ringrazio quello strano incrocio di coincidenze che si chiama destino per avermi permesso di incrociare la strada di tutte quelle persone interessanti che per hobby fanno gli scrittori.
Dedico un pensiero affettuoso a Demetrio Paolin, che oggi non ci sarà perchè schiavo del precariato esistenziale e monetario che gli impedisce di venire a Roma.
Ringrazio Ernesto Aloia per i commenti. Spero che avremo presto un suo intervento.
Oggi non ho niente da dirvi, ma non vi lascio senza consigli. Il libro che vi induco a comprare è Dies Irae di Giuseppe Genna di cui potete leggere qui.
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