Perchè, pare strano, ma gli applausi più forti sono stati per la cantante. Non per la letterata
-
cupa, nera come la pece, irrequieta, emotiva (come dichiarava avidamente nel paginone della cultura di Repubblica di ieri 25 maggio), emotiva fino all'infarto, insensibile ai guai degli altri, assorta nel pianoforte pieno di violini (è una delle cose più belle che io abbia mai sentito dire di una composizione musicale)
-
Isabella Santacroce, nata a Riccione, compagna di Dio ("Dio è il mio uomo", dice nel famoso paginone "poi ci sono gli altri, ma..."), dimena i fianchi, si tocca la testa e sfoggia un'eccitantissima maschera sadomaso in latex. Roba da restarci secchi. Urla, ulra fino allo spasimo e dichiara "Je suis la Tour Eiffel". Il fatto è che per me la Santacroce rimane un mistero. Mi attrae, mi ha chiamata a sè ieri sera, mi ha tirata via da questa sedia, mi ha fatto volare fino a Massenzio per vedere qualcosa che mi ha disturbato, che a tratti risultava vero è incomprensibile allo stesso tempo, come solo la verità dell'arte può esserlo. Io voglio dirglielo, a Isabella, che non è colpa sua, ma a volte la odio. Odio ciò che scrive (la delusione di Revolver è stata una delle più cocenti di tutta la mia carriera di lettrice), odio come parla, quel suo difetto dipronuncia, odio come si muove, odio il suo malessere. Hai la netta sensazione che il suo cuore sia stato crocifisso nell'infanzia e che non sia ancora spirato, ma sia lì a lamentarsi e a diventare sempre più potente.
Sì, Isabella, io ti odio. Ma ero lì ieri sera. E mi hai emozionato. Tocchi qualcosa che non capisco, mi sconvogli come un uomo che ti scruta e ti tocca come se ti conoscesse da sempre. E a me, queste cose, con le donne, non succedono mai.
Non sono dark. Non sono cannibale. Sono curiosa. è forse questo l'altro polo dell'onda magnetica che mi ha portata ieri sera a Massenzio.
Però. Cacciare i dimostranti dell'Angelo Mai (che a Roma è un'istituzione, che oggi è gentilmente invitato a chiudere in attesa di una prestigiosa sede sull'Appia Antica, pronta tra due anni) che così bene stavano con la tua performance, che sembravano chiamati apposta, tu diavolo e lei angelo. E lo striscione
Caccereste un Angelo? Mai!
beh, quello dovevi guardarlo. O informarti o semplicemente essere gentile e dimenticarti di te stessa. Per un momento. Per un momento. E sì, lì saresti stata davvero magnifica.
Per fortuna Gianna Nannini ha capito. E ha lasciato spazio, ma solo dopo che tutto era finito. è la prima volta che ascoltavo la Nannini live. è... devastante.
Finisce tutto.Io e chi con me ha riso e ha strappato alla vita una serata di vita privata, facciamo un giro lì davanti, dove un foglio a4 appiccicato ad una spalliera ti dice il nome di chi è qualcuno in mezzo a quelle meravigliose rovine. Valentina dice: "questo è un posto dove si raccolgono tanti nessuno con la faccia da qualcuno". Illuminante più del ballo misterioso della Santacroce su uno dei waltzer di Amélie.