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North is the new South
Utente: SwingingLit
"Io non leggo mai i libri prima di recensirli per non farmi influenzare." Un recensore


Sono una che ha un sacco di cose da dire. Forse troppe.


"Scusa la casa ordinata, cara, ma non ci sono molte donne che vengono a metterla in disordine."
Lo Specchio Scuro, Robert Siodmak


"Chi scrive libri lo fa soltanto perchè non trova la forza di non farlo."
KarL Krauss
Parliamone...

Lui:"Tu non mi vuoi bene"
Lei:"Io ti amo."
Lui:"Ah, ecco perché."
kaplan.splinder.com

Dicono di lei

"Ogni tanto ha sempre ragione".
Michele Foschini, traduttore

"Se avessi saputo che si occupava di letteratura non avrei fatto il regista."
Stanley Kubrick, Special Content nel dvd Shinings,febbraio 1980

"Se fosse stata il mio agente stampa, chissà dove sarei ora."
Fedor Michajlovic Dostoevskij, New Siberia, prima di morire

"Sono stato frainteso. Mi hanno messo sul rogo. Se avessi avuto lei come ufficio stampa, tutto questo non sarebbe successo."
Giordano Bruno, L'Eco del Martire

"C...o,è un tipino travolgente" L'uragano Katrina

"Se fosse il mio agente non mi occorrerebbe essere un genio." Henrik

"She can handle big news and little news. And if there's no news, she'll go out and bite a dog."
Direttore Risorse Umane anonimo

"è il faro della femminilità." Il lettore di Telpress

Posta anche tu con un commento una frase da inserire nel "Dicono di lei".
"Lei" vi sarà infinitamente grata!
Google

Hanno lasciato il segno

unpoapolide in Aspettavo l'ispirazi...

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ci sono *loading* tracce di voi
lunedì, 24 aprile 2006

Buon compleanno a me!

24 anni e smalto rosso sulle unghie.
Stravaganze dell'età adulta.

Leggo un pezzo di Gianni Riotta su Io Donna a proposito del menù letterario. Idea interessante: mangiare come i protagonisti dei propri romanzi preferiti. Colgo in volo questa idea e la uso per farmi un regalo di compleanno: la memoria.

Il mio menù letterario non si riferisce al mangiare come i miei personaggi preferiti, ma ad essi stessi, alle manie che mi hanno cambiata, alle risate che mi hanno suscitato, ai ricordi dei titoli e dei finali che sfuggono via, alla potenza delle immagini. Una su tutte emerge con forza: Anna Karenina, il volto di Sophie Marceau che si lacera sui binari, l'occhio azzurro che si spegne nel tormento e le poche pagine che Tolstoj usa per descrivere la morte di un sì fatto personaggio perfetto. Tormento e bellezza, delirio e passione. E il fuoco dei lombi di Humbert Humbert che non ho mai davvero capito; un libro misterioso, Lolita, pieno di lingua e di poesia, ricco di vita proibita e di sogni guardati attraverso il buco della serratura e la trama di un calzino solo. Raskolnikov e il Delitto e Castigo, la San Pietroburgo misteriosa e sporca della colpa, della povertà e della corruzione umana. E Margherita che vola sulla stessa città, a celebrare un sabba di vita e sogni con gatti, demoni e cameriere nude. E il suo maestro.

Addormentarsi con l'idea di aver scoperto cosa è un romanzo: addormentarsi con Terry per 14 ore fra cascate e film ne La Casa del sonno. Questo a 16 anni. Riscoprire cos'è un romanzo, di nuovo, con il Maestro e Margherita.

E ancora grazie: al paese di Tolintesac, all'Annina de Il Dolore Perfetto, a Lucio Burke, a Mrs Dalloway e il mistero della prosa di Virginia Woolf, al Faro, alla Banda dei Brocchi, a Sugar e ai vicoli di Londra targata 1895, a Johnthan Safran Foer e le sue foto che vanno al contrario, alle chiavi e al bambino che gira New York. Grazie a Gianburrasca, che è stato il primo vero libro che ho letto. Grazie a Violante e ai Gaia Mondadori. Grazie alla vita di Anais Nïn e al sesso conturbante, vissuto a volte solo nella mente e nel chiuso di una stanza con troppe cassapanche e segreti. Saltatempo che non svanisce e la Compagnia dei Celestini che ancora rincorre un pallone sbilenco fra buche e radici di alberi. Per poi ritrovarsi tutti al Bar Sport... ancora a parlare di libri...

 

 


postato da: SwingingLit alle ore 15:44 | link | commenti (3)
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martedì, 18 aprile 2006

L'umore dopo la festa

... anche se non è lunedì....

postato da: SwingingLit alle ore 08:56 | link | commenti (3)
categorie:
venerdì, 14 aprile 2006

Padroneggiare la lingua del sesso

Ci si chiede altrove, chi sappia padroneggiare la lingua del sesso: attenzione, non le tematiche, non le varie composizioni, ma la capacità di infilare parole da film porno in un romanzo. Senza renderlo esclusiva pornografia.
Fuori i nomi e i casi, coraggio.
(Per altre riflessioni sul tema)

Per una santa Pasqua è necessaria un po' di blasfemia.

PREPOSITURA

Tu stai e io giaccio
o m'inginocchio, giochi di potere e sottomissione.
La parola non ha alcun ruolo in questo.
Se la uso bene o meno bene,
tu stai e io giaccio: il gioco parte da qui,
mascolinità e adorazione della stessa,
me escluso. Per la mia non appartenenza
il rapporto è possibile. Quanti David
si ergono sul piedistallo della possanza?
quanti poeti si servono del maschile al femminile
per mostrarsi superiori al sesso, al loro sesso?
Tu stai e io giaccio, mio poeta di carne:
se mi provochi godimento, sei più potente
poeta di me.

Arnold de Vos

postato da: SwingingLit alle ore 08:53 | link | commenti (2)
categorie: letteratura, sesso
martedì, 11 aprile 2006

"Perchè non rischiare nemmeno il proprio modesto punto di vista?"
V. Woolf, Mrs Dalloway, in Anna Luisa Zazo (a cura di), I Capolavori, Mondadori, Milano 2005, p.333.

Tanto oggi si parla delle stesse cose. Tutti quanti. Però, ho notato, con la sordina.
E allora lo rischio, il mio modesto punto di vista e dico: nella vittoria, colgo la sconfitta.

"Questa è l'ora di piombo, e chi le sopravvive
La ricorda come gli assiderati
Rammentano la neve:
Prima il freddo, poi lo stupore, infine
l'inerzia."
E. Dickinson, Poesie, Bur, Milano 1999, p. 169

Perchè se dopo 5 anni di malefatte berlusconiane.
Perchè se dopo 5 anni di non se ne può più di Berlusconi.
Perchè se dopo 5 anni di siamo la vergogna dell'Europa, all'estero ci ridono dietro.
Perchè se dopo 5 anni di sferzanti amache di Michele Serra.
Perchè se dopo 5 anni di vedrai, nel 2006 li distruggiamo e tutto sarà diverso.
Perchè se dopo 5 anni di che vergogna il conflitto di interessi.

Perchè se dopo tutto questo, siamo capaci di tribolare fino alle tre di notte per la certezza di una vittoria o l'amarezza di una sconfitta imprevista.
Allora significa che da qualche parte abbiamo perso.

Ed esiste qualcosa di più grande di noi, che abita nella testa di metà Italia - e metà Italia significa qualcosa come 25 milioni di persone - e che dice che Berlusconi va bene. Che a noi Berlusconi ci piace proprio.
Che non vediamo l'ora che la Democrazia Cristiana torni al potere (raddoppio dei voti rispetto al 2001).
Che lo scudo crociato ci dà sicurezza.
Ho una sana paura: è un governo non rappresentativo. è un governo debole. Un governo che si regge su scarti significativi quanto un ciglio di elfo. Ed è questo che la sinistra è diventata? Una politica nutrita da un pensiero debole? Da una forza debole?

Lasciate correre. Lasciatevi andare al freddo e allo stupore e all'inerzia.
Tanto l'oblio è la parte più profonda della memoria. (e per una volta mi lascio andare ad una citazione ignorante perchè non mi ricordo di chi è questa frase, la diceva Benigni l'altra sera). E se dopo 16 anni ritorna la Democrazia Cristiana, allora può tornare Berlusconi. E il fascimo. E forse anche l'era del baratto...

postato da: SwingingLit alle ore 17:43 | link | commenti (8)
categorie: letteratura, persone
domenica, 09 aprile 2006

Roberto Benigni e la bellezza

Domenica sera. Pigra, in ciabatte, col pc sulle gambe a sbrigare un po' di quella posta strettametne confidenziale, ascolto con una parte di quell'attenzione parziale continua denunciata in questi giorni su Repubblica, i canti della Divina Commedia recitati a memoria da Roberto Benigni.
Premessa: perchè quelle stesse parole odiate sui banchi di scuola acquistano luce e volume attraverso le stille luccicanti sulla fronte di Benigni? La risposta è, come diceva mia nonna che la Divina Commedia non l'aveva mai letta ("Fortunati quelli che non hanno ancora letto il trentatreesimo canto perchè è una cosa di una scandalosa bellezza") - la risposta è l'Amore. Solo amando, disperatamente, senza salvezza, senza fine, si può lasciare una traccia nel cuore delle persone, fendendo la carne con la conoscenza. Ascolto i canti spiegati e recitati da Benigni; e ci capisco. Ci capisco io, che ho sempre guardato a quelle pagine con sospetto. Benigni ammalia sale gremite. Suda. Sale sulle sedie (ma questo lo facevo anche a Fantastico). è questa la missione. è questo che i critici dovrebbero fare. Pregare la letteratura con amore, recitarla e spiegarla, piegarla alla semplicità dei puri di cuore che vogliono assorbire i nuovi verbi.

Come fa a recitarli a memoria? Non dimentica una parola, le disegna con le mani, guardando il pubblico negli occhi, senza paura di dimenticare.
Capacità di altri tempi? Chi di noi ricorda a memoria poesie e versi? Ieri sera Claudio Baglioni, ospite da Fazio, ha detto: "Del resto, come ha detto un grande della letteratura, nessun uomo è un'isola".
Quel grande, ripreso da Hemingway nell'epigrafe di Per chi suona la campana era John Donne, che nelle Devozioni per Emergenti Occasioni (fuori commercio, una peripezia per reperirlo) denunciava questa abbagliante verità. Seicento Inglese. Oggettività senza tempo. Certo, pensare a Donne come ad un grande non mi è difficile. Fa strano sentir citare questa frase da Baglioni, che lascia presupporre dalla scioltezza del discorso, di conoscere l'opera di Donne a memoria. E si dovrebbe. Davvero.

Invidio tutti coloro che sanno recitare poesie a memoria. Davvero. Insegnatemi come si fa.

postato da: SwingingLit alle ore 20:16 | link | commenti (4)
categorie: poesia