24 anni e smalto rosso sulle unghie.
Stravaganze dell'età adulta.
Leggo un pezzo di Gianni Riotta su Io Donna a proposito del menù letterario. Idea interessante: mangiare come i protagonisti dei propri romanzi preferiti. Colgo in volo questa idea e la uso per farmi un regalo di compleanno: la memoria.
Il mio menù letterario non si riferisce al mangiare come i miei personaggi preferiti, ma ad essi stessi, alle manie che mi hanno cambiata, alle risate che mi hanno suscitato, ai ricordi dei titoli e dei finali che sfuggono via, alla potenza delle immagini. Una su tutte emerge con forza: Anna Karenina, il volto di Sophie Marceau che si lacera sui binari, l'occhio azzurro che si spegne nel tormento e le poche pagine che Tolstoj usa per descrivere la morte di un sì fatto personaggio perfetto. Tormento e bellezza, delirio e passione. E il fuoco dei lombi di Humbert Humbert che non ho mai davvero capito; un libro misterioso, Lolita, pieno di lingua e di poesia, ricco di vita proibita e di sogni guardati attraverso il buco della serratura e la trama di un calzino solo. Raskolnikov e il Delitto e Castigo, la San Pietroburgo misteriosa e sporca della colpa, della povertà e della corruzione umana. E Margherita che vola sulla stessa città, a celebrare un sabba di vita e sogni con gatti, demoni e cameriere nude. E il suo maestro.
Addormentarsi con l'idea di aver scoperto cosa è un romanzo: addormentarsi con Terry per 14 ore fra cascate e film ne La Casa del sonno. Questo a 16 anni. Riscoprire cos'è un romanzo, di nuovo, con il Maestro e Margherita.
E ancora grazie: al paese di Tolintesac, all'Annina de Il Dolore Perfetto, a Lucio Burke, a Mrs Dalloway e il mistero della prosa di Virginia Woolf, al Faro, alla Banda dei Brocchi, a Sugar e ai vicoli di Londra targata 1895, a Johnthan Safran Foer e le sue foto che vanno al contrario, alle chiavi e al bambino che gira New York. Grazie a Gianburrasca, che è stato il primo vero libro che ho letto. Grazie a Violante e ai Gaia Mondadori. Grazie alla vita di Anais Nïn e al sesso conturbante, vissuto a volte solo nella mente e nel chiuso di una stanza con troppe cassapanche e segreti. Saltatempo che non svanisce e la Compagnia dei Celestini che ancora rincorre un pallone sbilenco fra buche e radici di alberi. Per poi ritrovarsi tutti al Bar Sport... ancora a parlare di libri...