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North is the new South
Utente: SwingingLit
"Io non leggo mai i libri prima di recensirli per non farmi influenzare." Un recensore


Sono una che ha un sacco di cose da dire. Forse troppe.


"Scusa la casa ordinata, cara, ma non ci sono molte donne che vengono a metterla in disordine."
Lo Specchio Scuro, Robert Siodmak


"Chi scrive libri lo fa soltanto perchè non trova la forza di non farlo."
KarL Krauss
Parliamone...

Lui:"Tu non mi vuoi bene"
Lei:"Io ti amo."
Lui:"Ah, ecco perché."
kaplan.splinder.com

Dicono di lei

"Ogni tanto ha sempre ragione".
Michele Foschini, traduttore

"Se avessi saputo che si occupava di letteratura non avrei fatto il regista."
Stanley Kubrick, Special Content nel dvd Shinings,febbraio 1980

"Se fosse stata il mio agente stampa, chissà dove sarei ora."
Fedor Michajlovic Dostoevskij, New Siberia, prima di morire

"Sono stato frainteso. Mi hanno messo sul rogo. Se avessi avuto lei come ufficio stampa, tutto questo non sarebbe successo."
Giordano Bruno, L'Eco del Martire

"C...o,è un tipino travolgente" L'uragano Katrina

"Se fosse il mio agente non mi occorrerebbe essere un genio." Henrik

"She can handle big news and little news. And if there's no news, she'll go out and bite a dog."
Direttore Risorse Umane anonimo

"è il faro della femminilità." Il lettore di Telpress

Posta anche tu con un commento una frase da inserire nel "Dicono di lei".
"Lei" vi sarà infinitamente grata!
Google

Hanno lasciato il segno

unpoapolide in Aspettavo l'ispirazi...

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ci sono *loading* tracce di voi
giovedì, 30 marzo 2006

Libri e Jazz

Incontrare Saverio Simonelli è stato divertente. E rivitalizzante.
Sono convinta che è stata una grande intervista, ma questo lo sa il mio registratorino. Io ero assorbita dalla conversazione. Dal racconto di Enrico Pieranunzi secondo cui per fare un vero blues, devi essere della Roma, se no ti manca il sangue.

(Dubito che John Lee Hooker lo sapesse)

Mi perdo dietro l'adorazione per Tunstrom, la perplessità sull'utilità delle recensioni e la considerazione che se lavori in tv ti possono succedere due cose: o si diventa narcisi o si resta come prima. E quindi panta rei, tutto scorre, sei solo una goccia nel mare. Ecco i pensieri giusti per parlare di libri, per farsi medium, per farsi aria che porta suoni. Ed essere davvero grandi, dentro e per quelli che incrociano la tua strada.

Al top tv

postato da: SwingingLit alle ore 12:53 | link | commenti (2)
categorie: editoria, persone, swinging literature
venerdì, 24 marzo 2006

Virginia Woolf? Oggi sarebbe impubblicabile

Strana cosa da pensare, ma tant'è...

Dopo aver attentamente riflettuto sull'inutilità al fine della propria crescita personale di un lavoro in ambito culturale come può esserlo l'ufficio stampa di una casa editrice, mi sono rivolta ad un esperto.
- Aiuto, sto dimenticando la letteratura!
- Lo so, a volte scrivere comunicati può essere deleterio per lessico e conoscenza...
- Aiuto! Al liceo, anzi, alle superiori, sai ho fatto il tecnico commerciale, anche all'epoca non è che ne sapessi poi molto... Eppure ne sapevo di più...
-Uhm, cosa posso dirti...
-Dammi qualcosa da leggere! Salvami!
Così mi sono avvinta alla cara Virginia Woolf. Mrs Dalloway, ovvero uno dei suoi capolavori assoluti. Mi perdo più volte fra prime pagine e flusso di coscienza. è così distante la narrazione della Woolf dallo schematismo contemporaneo che mi sembra di aver letto fatture per tutto questo tempo. Oggi non sarebbe compresa. Oggi il suo manoscritto sarebbe cestinato. Oggi il suo "inchiodare il momento" apparirebbe pleonastico, già fatto, già visto. Valutando un romanzo che reca anche solo un accenno di frase legata all'inchiodare un momento, la carta raggiungerebbe il cestino a velocità stratosferiche con un sonoro bleah di accompagnamento.

Intrigante però. Il racconto del nulla, la visionarietà...

postato da: SwingingLit alle ore 19:36 | link | commenti (7)
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sabato, 18 marzo 2006

Ne vale la pena? II#

Non lo so più mica...

Oggi è stato un giorno importante. O meglio ieri. Ieri 18 marzo 2006.
Un evento. Il primo anno della casa editrice Giulio Perrone Editore. Il mio battesimo di fuoco con Cinzia Tani sul tavolo. Le gambe che tremavano, lo sciopero dei giornalisti, i pezzi che non escono, la manifestazione della pace e una paura fottuta che qualcosa non andasse, che la gente non venisse. E invece. Pienone.
Ho la registrazione della conferenza. Mi sono persa l'elogio di Cinzia Tani. Stavo risolvendo problemi. Sì, come Wolf.
E mentre Cinzia Tani elogiava l'ufficio stampa, non c'era nessuno a me vicino ad ascoltare queste parole. Ho mandato inviti a tutti: amici, conoscenti, c'era persino una mia zia qui a Roma. Nessuno è venuto a sentire, a salutarmi, ad essermi vicina in un momento importante. Eravamo io e la mia (pfui) "gloria".

Quindi, come per ogni buon successo, ringrazio tutti gli amici che non mi hanno sostenuto. Li ringrazio di non essermi più amici. Ringrazio la vita di non avermi concesso un solo sorriso vicino e affettuoso in una serata in cui avrei avuto bisogno di una vagonata di questi sorrisi. Ringrazio questo evento per avermi mostrato con ancora più nudità la mia solitudine e la mia scarsa importanza nel mondo affettivo di tutte le persone per cui mi sono fatta in quattro in questi 5 anni qui a Roma e non solo.
Ringrazio la mia forza perchè mi permetterà di andare avanti senza nessuno di voi.

postato da: SwingingLit alle ore 23:33 | link | commenti (14)
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mercoledì, 08 marzo 2006

Se Baricco alza la voce

Pubblico qui le impressioni sullo sfogo di Baricco. Potete leggerle anche su www.raramente.net.
Interessante anche http://www.altop.tv/libri/news.php?id=93 e http://www.vibrissebollettino.net/davidebregola/archives/2006/03/liberiamo_la_ce.html.
Ovviamente occhio alla Lipperini.

Le voci della critica letteraria contemporanea si risvegliano, provocati da un j’accuse di qualità, quello di Alessandro Baricco, pubblicato sulle pagine di Repubblica Mercoledì 1 Marzo.

Premessa: Baricco ha scatenato una reazione in laboratorio, lanciando una provocazione da un punto mediaticvamente privilegiato (quanti altri avrebbero potuto pubblicare uno sfogo sull’elzeviro di Repubblica?). Nel web e non solo le analisi sullo stato della critica letteraria, sul valore delle recensioni e dei recensori si sprecano. Quindi niente di nuovo sotto il sole, solo qualcosa di più visibile, quasi abbagliante. Il tema preoccupa moltissimo la cosidetta società letteraria, solo che non sono le voci istituzionali ad interrogarsi quotidianamente sul problema, bensì è il mondo sommerso, precario e appasionato di chi vede passare sotto i propri occhi decine di libri ogni giorno, a reagire, a creare opinione. Rigorosamente sommerse e invisibili.

Un giorno uno scrittore famoso – davvero famoso – si indispettisce e alza la voce per denunciare i mandarini della critica e il loro lassismo, le lasche recensioni e le frecciatine che indispettiscono e non creano reali movimenti di opinione.

Il diritto di richiedere la recensione e non la frecciatina è giustissimo. Tuttavia a questo punto è necessario riconsiderare il valore dell’incubo di ogni ufficio stampa, ossia la stroncatura. Che oggi non va più di moda perché non ci sono pensieri forti a cui rapportarsi per denunciare la bruttezza di un libro. Ci sono solo le soggettività di recensori e critici, slegate fra loro e spesso inefficaci sul mercato. Proprio nella chiusura delle considerazioni di Edmondo Berselli su La Repubblica di venerdì 3 marzo emerge la consapevolezza segreta e quasi inconscia dell’inutilità del lavoro dei critici in relazione ad un mercato editoriale sempre più viziato da casi letterari inesistenti e auto alimentati. I critici diventano ufficiali parareligiosi del rito del successo di vendite. Né più né meno. Emerge la necessità di adattare il pensiero critico ai tempi, renderlo utile e costruttivo. Ma come?

Con il sito www.raramente.net ogni giorno cerchiamo di alimentare idee, di costruire coscienze critiche. Noi, che non siamo critici, che ci limitiamo ad offrire uno spazio in cui mettersi alla prova come lettori e poi come recensori. Lucarelli auspica in chiusura al suo intervento un richiamo alla serietà e alla passione, da parte di scrittori, lettori e critici. La auspichiamo anche noi, mettendo però una condizione. La passione per la letteratura e la voglia di comprendere i tempi di mutamento contemporanei della scrittura richiede un’ottica stereofonica, cosa che la critica contemporanea non prende nemmeno lontanamente in considerazione. Facciamo un esempio: il caso di Rachid O., pubblicato dalla Playground, e portato alla ribalta su tutte le pagine culturali italiane. Parto da questo per lanciare un’idea: concentrarsi sui fenomeni nascosti, nascenti, significa valutare i settori di produzione letteraria più vivaci. La critica dovrebbe, quindi, prestare più attenzione alla piccola editoria, alle scuole di scrittura, e non solo agli altisonanti nomi imposti dai nomi potenti dell’editoria.

Ci rendiamo tuttavia conto che un critico può scrivere pochissime recensioni all’anno in rapporto al volume stratosferico di nuove pubblicazioni. A questo punto allora perché i grandi nomi, i grandi critici, non prendono per mano la gioventù, e ce n’è tanta, che vuole imparare a capirli i libri, a conoscere la critica. Addestrare nuouve menti alla critica: questa potrebbe essere la sfida della critica al nuovo secolo. Solo così a nostro avviso ci potrebbe essere la possibilità per i prodotti migliori, per tutti gli scrittori, e non solo quindi il Baricco della situazione, di avere avere un posto al sole (piccolo o grande che sia), un riconoscimento per il lavoro e il tempo dedicato alla letteratura.

Dato che non esiste più un concetto ben definito di èlite culturale. Dato che oggi la cultura la fanno i blogger. E dato che oggi Citati non smuove più nulla se non nella testa di addetti ai lavori & co, ma non dei lettori, perché non percorrere una giusta strada di democraticizzazione del sapere che passa anche attraverso quella polifonia di voci tanto decantata dai sostenitori del postmoderno letterario?

 

 


postato da: SwingingLit alle ore 09:03 | link | commenti (1)
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