Elogio della lettura da colazione.
Sembra strano, ma una persona come me, che passa 12 ore al giorno davanti ad un pc, è capace di svegliarsi la mattina e di desiderare, come prima cosa, di mettere gli occhi su un libro, di mettere la testa dentro una storia, invece che sotto l'acqua fresca. Al momento la cavia da vivisezionare è Pornografia di Witold Gombrowicz. Affascinante, anche se non è il genere di libri che un cervello semi addormentato recepisce con facilità. Filosofia, sillogismi: no, decisamente troppo. Tuttavia c'è qualcosa che mi ha colpito. Nei miei studi di fuffologia (per gli amanti della blogsfera e non: la fuffologia, termine la cui coniazione si perde nella notte dei tempi, abbraccia tutti quegli studi di comunicazione che l'università italiana si ostina a legittimare con migliaia di corsi di laurea, ma tant'è...) il termine pornografia indicava una condizione di vulnerabilità, di estrema esposizione. Qui la pornografia è una perversione applicata alla giovinezza, cioè si basa su un voler traviare la giovinezza, trascinandola verso il basso, verso l'infamia.
Per una volta mi è venuto da preferire un cornetto ad una pagina scritta.
A volte la fuffologia crea degli schermi potentissimi contro le perversioni teoriche.
Si tratta semplicemente di un libro da giorno. Esistono dei libri che, come i vini, hanno dei momenti migliori per essere gustati. I vini da pasto, i vini da carne, i vini da dessert. Esistono i libri a tutto pasto (leggibili in qualsiasi momento della giornata, anche quando devi pulirti le orecchie), esistono libri da degustazione (cioè da leggere solo quando tutti i bioritmi sono predisposti alla ricezione complessa), esistono libri da notte, libri da giorno, libri da pomeriggio. Secondo questa catalogazione, Pornografia è un libro da pomeriggio, da nulla facenza. Come direbbe De Masi, da ozio creativo. Quindi da pochissimi minuti al giorno perchè, ricordatevelo sempre e diffidate da chi vi dice il contrario: oggi è assolutamente creativo parlare di ozio. (Grazie Fahrenhe!)
Ogni giorno vi consiglierò un libro. Per quanto valore possano avere i consigli di una sconosciuta. A sostegno della mia autorevolezza vi dico che di libri ne leggo davvero tanti. Da gennaio ad oggi ho letto 23 libri. Considerato che la media dei lettori forti è 8 libri l'anno, qualcosa vorrà pur dire.
-mi scuso con la scelta rudimentale di questa segnalazione. quando diventerò più brava, ci sarà un riquadro apposito in alto in cui leggere il consiglio del giorno. Per ora, sic est.-
Oggi vi consiglio: Torino è casa mia di Beppe Culicchia, Laterza.
Perchè: poche volte nella mia vita ho trovato che la descrizione di una città ti facesse sentire così all'interno, così accolto. Torino è casa mia: adoro quella città e Culicchia ha semplicemente illuminato con grazia, affetto e tenerezza un'atmosfera magica, un piccolo rifugio, un piccolo paradiso.