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North is the new South
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"Io non leggo mai i libri prima di recensirli per non farmi influenzare." Un recensore


Sono una che ha un sacco di cose da dire. Forse troppe.


"Scusa la casa ordinata, cara, ma non ci sono molte donne che vengono a metterla in disordine."
Lo Specchio Scuro, Robert Siodmak


"Chi scrive libri lo fa soltanto perchè non trova la forza di non farlo."
KarL Krauss
Parliamone...

Lui:"Tu non mi vuoi bene"
Lei:"Io ti amo."
Lui:"Ah, ecco perché."
kaplan.splinder.com

Dicono di lei

"Ogni tanto ha sempre ragione".
Michele Foschini, traduttore

"Se avessi saputo che si occupava di letteratura non avrei fatto il regista."
Stanley Kubrick, Special Content nel dvd Shinings,febbraio 1980

"Se fosse stata il mio agente stampa, chissà dove sarei ora."
Fedor Michajlovic Dostoevskij, New Siberia, prima di morire

"Sono stato frainteso. Mi hanno messo sul rogo. Se avessi avuto lei come ufficio stampa, tutto questo non sarebbe successo."
Giordano Bruno, L'Eco del Martire

"C...o,è un tipino travolgente" L'uragano Katrina

"Se fosse il mio agente non mi occorrerebbe essere un genio." Henrik

"She can handle big news and little news. And if there's no news, she'll go out and bite a dog."
Direttore Risorse Umane anonimo

"è il faro della femminilità." Il lettore di Telpress

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"Lei" vi sarà infinitamente grata!
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venerdì, 30 settembre 2005

La scrittura uterina

La scrittura uterina

Non fraintendete. Sono una donna anch'io e non ho quindi intenzione di schierarmi dietro paraventi di maschilismo o antifemminismo di ritorno. In letteratura poi... Teoricamente, scrivere - ossia mettere una parola dietro l'altra per esprimere concetti, raccontare storie, dare sfogo alla propria creatività - è un'attività cognitiva in possesso di tutti gli esseri umani. Scrivere bene è un'altra storia che oggi troppa gente racconta e si racconta. Ma di questo abbiamo già parlato e temo sarà ancora oggetto di discussione per molto tempo fra gli addetti ai lavori.
Si dice - ripeto, SI DICE - che nelle classifiche letterarie dei lettori, della gente comune per intenderci, il 90% degli scrittori citati sia di sesso maschile. Perchè. Molte donne hanno impiegato la propria vita a scrivere, a rendere la letteratura un luogo non solo fatto di balene, viaggi incredibili e adulteri. Tutte esperienze straordinarie, ma ad esclusivo accesso fallico, fino a poco tempo fa. Le donne hanno portato i tinelli nelle biblioteche in radica di vecchi castelli. Le donne hanno portato gli adulteri sussurrati, quelli consumati fra i piatti da lavare e le lenzuola da stirare, nelle orecchie degli uomini distratti e incantati dall'impossibile. Hanno abbattuto baluardi di incomunicabilità, hanno dato voce al non detto, hanno dato voce all'utero.
Ecco il punto: l'utero. Si dice - ripeto, SI DICE - che la ragione per cui la letteratura femminile non occupa uno spazio nell'olimpo del senso comune letterario sia da legare ad una certa qual ossessione per la propria interiorità, per quel sordo tamburo che batte nel cuore e che ha il suono muto del dolore, degli occhi inondati di lacrime, dell'amore spezzato. E questo agli uomini non piace. C'è un'incongruenza di fondo. Se ci sono 7 donne per ogni uomo, dovremmo essere teoricamente in vantaggio ed essere quindi in grado di schiacciare questo sentire fallico ed imporre il gusto vaginale. Eppure non è così. Ma si sa, il meccanismo degli opinion leader è malsano.
Comunque a me la scrittura uterina, l'essenza stessa dell'etichetta, mi lascia indifferente. Sono le storie che danno ragione di essere alla scrittura che mi intrigano. Oggi parlerò quindi dell'ultimo esempio di scrittura uterina capitatami tra le mani: La bestia nel cuore. E qui, purtroppo, signore mie, devo piegarmi all'evidenza. Cristina Comencini scrive con l'utero. Lei non arriva alla vostra testa. Ma penso che non ci tenga neppure.
Arriva prima ai vostri occhi: perchè non si può vivere in casa con un padre regista e rinnegare tutto d'un tratto la rilevanza della visione, la magia degli occhi. Quindi attenti a non cadere nella trappola "Sembra una sceneggiatura!": ha solo alcune delle caratteristiche di questo tipo di testo, qualcosa come i commenti a margine che diventano frasi, inquadrature e movimenti di macchina che diventano emozioni, azioni nervose e dialoghi asciutti e taglienti come i film veri, quelli di cui ti resta il segno dentro le orecchie. Sensazioni, sensazioni.
Dopo arriva a parlare al vostro cuore: perchè, se siete donne, arriva al cuore. La storia di una donna cieca e lesbica che ritrova l'amore con una cinquantenne disillusa che si dà all'amore saffico (soluzione di fattura tipicamente femminile - gli uomini gay non sono mai gay per questa ragione) è qualcosa di uterino. Nasce dalla paura di rimanere sole. E le donne sanno che "sole" è diverso da "soli".
Non si tratta di una scrittura universale, si tratta di una confidenza appena accennata, di un sussurro da compagne di stanza: la scrittura uterina non ha valore euristico. Sono i consigli delle amiche che vi invitano a prendere un cappuccino, scena peraltro presente nel libro e illuminante per quanto mi riguarda, per capire la prospettiva di lettura.
Altra cosa soprendente, dato che l'autrice del libro è stata anche la regista del film: i personaggi sono più amabili nelle pagine che sullo schermo, davvero. La durezza de La bestia nel cuore movie è mitigata nel libro dalle migliaia di compromessi cui la vita ci obbliga e che sembra non impedire ai personaggi di portare avanti una trama fatta di pelle diafana e ossa forti. Libro meglio del film? Non la metterei in questi termini, quanto piuttosto: film per tutti, libro per donne.

Siete degli estimatori della scrittura uterina? Fatevi avanti!
Compiti a casa: fate un esperimento. Chidetevi quali sono i vostri 10 scrittori preferiti e fatemi sapere.

Oggi vi consiglio Il cappotto del turco di Cristina Comencini edito da Feltrinelli. è un amore antico, un libro speciale. Ognuno ha le sue ragioni. La mia è che mi ricorda quando, vicino al pannello fucsia di un divano letto appoggiato al muro, la vita respirava sottile e sicura.

postato da: SwingingLit alle ore 17:08 | link | commenti (3)
categorie:
giovedì, 29 settembre 2005

Elogio della lettura da colazione.

Sembra strano, ma una persona come me, che passa 12 ore al giorno davanti ad un pc, è capace di svegliarsi la mattina e di desiderare, come prima cosa, di mettere gli occhi su un libro, di mettere la testa dentro una storia, invece che sotto l'acqua fresca. Al momento la cavia da vivisezionare è Pornografia di Witold Gombrowicz. Affascinante, anche se non è il genere di libri che un cervello semi addormentato recepisce con facilità. Filosofia, sillogismi: no, decisamente troppo. Tuttavia c'è qualcosa che mi ha colpito. Nei miei studi di fuffologia (per gli amanti della blogsfera e non: la fuffologia, termine la cui coniazione si perde nella notte dei tempi, abbraccia tutti quegli studi di comunicazione che l'università italiana si ostina a legittimare con migliaia di corsi di laurea, ma tant'è...) il termine pornografia indicava una condizione di vulnerabilità, di estrema esposizione. Qui la pornografia è una perversione applicata alla giovinezza, cioè si basa su un voler traviare la giovinezza, trascinandola verso il basso, verso l'infamia.
Per una volta mi è venuto da preferire un cornetto ad una pagina scritta.
A volte la fuffologia crea degli schermi potentissimi contro le perversioni teoriche.
Si tratta semplicemente di un libro da giorno. Esistono dei libri che, come i vini, hanno dei momenti migliori per essere gustati. I vini da pasto, i vini da carne, i vini da dessert. Esistono i libri a tutto pasto (leggibili in qualsiasi momento della giornata, anche quando devi pulirti le orecchie), esistono libri da degustazione (cioè da leggere solo quando tutti i bioritmi sono predisposti alla ricezione complessa), esistono libri da notte, libri da giorno, libri da pomeriggio. Secondo questa catalogazione, Pornografia è un libro da pomeriggio, da nulla facenza. Come direbbe De Masi, da ozio creativo. Quindi da pochissimi minuti al giorno perchè, ricordatevelo sempre e diffidate da chi vi dice il contrario: oggi è assolutamente creativo parlare di ozio. (Grazie Fahrenhe!)

Ogni giorno vi consiglierò un libro. Per quanto valore possano avere i consigli di una sconosciuta. A sostegno della mia autorevolezza vi dico che di libri ne leggo davvero tanti. Da gennaio ad oggi ho letto 23 libri. Considerato che la media dei lettori forti è 8 libri l'anno, qualcosa vorrà pur dire.

-mi scuso con la scelta rudimentale di questa segnalazione. quando diventerò più brava, ci sarà un riquadro apposito in alto in cui leggere il consiglio del giorno. Per ora, sic est.-

Oggi vi consiglio: Torino è casa mia di Beppe Culicchia, Laterza.
Perchè: poche volte nella mia vita ho trovato che la descrizione di una città ti facesse sentire così all'interno, così accolto. Torino è casa mia: adoro quella città e Culicchia ha semplicemente illuminato con grazia, affetto e tenerezza un'atmosfera magica, un piccolo rifugio, un piccolo paradiso.

postato da: SwingingLit alle ore 09:13 | link | commenti (5)
categorie:
mercoledì, 28 settembre 2005

Questo blog è esattamente come tutti gli altri.
Se siete venuti qui in cerca di qualcosa di diverso, siete pregati di portare i vostri occhi fuori di qui.
Questo blog è una lavagna su cui tracciare alcune semplici idee sulla letteratura, quella che brilla sotto le mani, sulle pagine bianchebeigecelestinegrige di tutti i libri che sarò in grado di leggere. Questo blog è fatto per far sedimentare le cose che nei libri mi catturano, mi stringono e mi sfiatano. Questo blog è fatto per reagire al lavoro che faccio che molto spesso (anche se ora si respira un aria migliore) mi costringe a leggere una marea di cazzate e a farmi l'inevitabile domanda: perchè tutti scrivono? E niente "bisogno insopprimibile dell'essere umano": non è vero. Conosco molta gente che non ha assolutamente bisogno di scrivere oppure che lo fa e non ha assolutamente bisogno d farsi pubblicare.
Perchè tutti scrivono? Me lo chiedo molto spesso ultimamente. Ma è la reazione a questa domanda che mi preoccupa di più: mi ritrovo a pensare che bisognerebbe scrivere un libro per dimostrare come si dovrebbe scrivere. Poi però si materializzano davanti a me alcune immagini raggelanti: le copertine dei romanzi scritti dai critici letterari, che sono di gran lunga peggio di tutti gli altri. E allora provo a pensare che basta leggere e respirare, leggere e respirare. Come mettere un piede davanti all'altro.
E non dimenticare mai come farsi incantare da un libro.

postato da: SwingingLit alle ore 16:08 | link | commenti (4)
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